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ESCLUSIVA – Francini: “Diego mi manca. Emerson Palmieri? Terrei Mario Rui. Vincere a Napoli non ha prezzo, per battere la Juve domani…”

Giuseppe Canetti

Giovanni Francini, nato a Massa il 3 agosto 1963, è stato certamente un giocatore significativo nella storia del Napoli. Molicciara, Torino e Reggiana le squadre per cui ha giocato prima della chiamata della società azzurra nell’estate del...

Giovanni Francini, nato a Massa il 3 agosto 1963, è stato certamente un giocatore significativo nella storia del Napoli. Molicciara, Torino e Reggiana le squadre per cui ha giocato prima della chiamata della società azzurra nell'estate del 1987. Con i partenopei ha conquistato una Coppa UEFA, uno Scudetto e una Supercoppa Italiana. Di ruolo era difensore (terzino) ma non ha mai fatto mancare il proprio apporto alla fase offensiva. È stato il primo marcatore del club in Coppa dei Campioni.

L'ex calciatore è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per raccontare la sua esperienza all'ombra del Vesuvio e per fare il punto della situazione in casa azzurra in vista della finale di Supercoppa contro la Juventus.

Francini: "Maradona ha lasciato un grande vuoto"

Il Napoli di ieri...

Lei è approdato all'ombra del Vesuvio in un anno particolarmente felice della storia del Napoli: il 1987. Maradona e compagni avevano appena vinto il primo Scudetto. Poi, con lei in campo, sono arrivati altri successi: la Coppa Uefa, il secondo Scudetto e la Supercoppa.

Quali emozioni ha provato a giocare e trionfare in azzurro?

"Non ci sono parole per descrivere le emozioni di una vittoria a Napoli. Il solo scendere e salire gli scalini del San Paolo ti dava qualcosa in più. Allora lo stadio era diverso. Noi inizialmente salivamo dal lato della curva A, poi successivamente da quello della curva B, e quando entravi in campo e vedevi lo stadio sempre pieno era un'emozione incredibile. Sono contento che io e miei compagni abbiamo regalato delle grandi gioie a tutti i tifosi partenopei, i quali in Italia, in Europa e nel Mondo non hanno eguali. Non ho mai visto tifoserie così appassionate. È stato un piacere e un onore aver fatto parte della storia del club e della città di Napoli, alla quale sono molto legato perché mi ha dato veramente tanto. Tutt'ora faccio il tifo per gli azzurri".

Su Diego Armando Maradona

"Diego era una persona disponibile con tutti nonostante fosse il giocatore più forte in assoluto. È sempre stato umilissimo, aiutava chiunque. Cercava sempre di mettere a proprio agio chi gli stava accanto. Non gli ho mai sentito rimproverare un compagno se questi sbagliava qualcosa in campo. Anzi, riusciva spesso a incitarti e farti tirare fuori il meglio. Diego Maradona era una persona bellissima. La sua mancanza si fa sentire. Anche se ci vedevamo poco e ci sentivamo sporadicamente la sua scomparsa mi ha lasciato un grandissimo vuoto".

Domani c'è la sfida di Supercoppa tra Juventus e Napoli. Una sfida infinita. Nel '90 la spuntaste voi. Che ricordo ha di quella partita?

"All'epoca sulla panchina della Juve c'era Maifredi, che ci agevolò il compito. Loro giocarono con la linea difensiva molto alta e noi ne approfittammo ampiamente con Carceca, Maradona, Silenzi. Tacconi non sapeva più cosa fare (ride ndr). Non ci fu storia: 5-1. Il risultato parla da solo. Speriamo domani sera..."

Francini: "Gattuso è l'uomo giusto per il Napoli"

Il Napoli di oggi...

Lei ha realizzato il primo goal della storia azzurra in Coppa dei Campioni (contro il Real Madrid), l'attuale Champions League, ce la farà il Napoli a qualificarsi per la prossima edizione? La competizione era più difficile allora oppure oggi? 

"Ai nostri tempi era molto più difficile. Si giocava andata, ritorno e via. Se sbagliavi una partita era difficile recuperare, invece adesso ci sono i gironi e si hanno più possibilità di rimediare a una partita sfortunata. Mi auguro che il Napoli possa presto tornare a disputare questa competizione. La società in questi anni ha costruito molto bene. Anche in questa stagione, io lo dico dall'inizio, il Napoli ha una delle rose migliori del campionato. Sicuramente manca qualcosina ma è competitiva".

Lei era un grande terzino. Ghoulam non è mai tornato al 100% e Mario Rui non sembra così affidabile. Che pensa riguardo la questione? Un nome che consiglierebbe a Giuntoli?

"Tutti parlano di questa problematica. Onestamente a me Mario Rui non dispiace. Secondo me è un ottimo giocatore, che sta facendo bene. Quando sbaglia una partita viene subito crocifisso. Poi, peccato per Ghoulam, che non riesce a tornare quel giocatore che era prima degli infortuni. Era veramente devastante. Speriamo possa tornare presto al top della condizione. Magari bisognerebbe aumentare il suo minutaggio, dato che la forma vien giocando. In ogni caso, avere due giocatori così in rosa non è affatto male".

"Non saprei chi suggerire alla società. Attualmente, in questo ruolo, non vedo in giro un granché. Sento fare il nome di Emerson Palmieri, ma io continuo a pensare che il portoghese e l'algerino vadano bene per la fascia sinistra azzurra".

Gattuso è un allenatore in fase di costruzione. In prospettiva, può essere l’uomo giusto per il Napoli?

"Analizziamo il rendimento dei partenopei, prendendo come esempio la partita con lo Spezia: gli azzurri in quel match potevano finire il primo tempo sul 4-0. Solo che, purtroppo, non sono riusciti a concretizzare tutte le occasioni create. Poi hanno preso due goal e si è spenta la luce. L'allenatore in queste situazioni cosa può fare?"

"Piuttosto i calciatori dovrebbero avere un pò più di convinzione nei loro mezzi. Se si mettono in testa questo possono arrivare belle soddisfazioni. Anche Gattuso spesso si arrabbia con i suoi uomini per questo motivo. Io dico una cosa: la cattiveria o ce l'hai o non ce l'hai. Negli scorsi anni i calciatori azzurri hanno dimostrato di non avere questa caratteristica. Però chissà, forse pian pianino si potrà sopperire a questa mancanza, e secondo me Gattuso è l'uomo giusto per trasmettere cattiveria e convinzione ai calciatori. Sta facendo un buon lavoro e ci sono tutti i requisiti per fare una stagione importante".

Gattuso ha affermato che Lippi è il suo riferimento, e Lippi ha affermato di rivedersi in Gattuso. Secondo lei ci sono delle similitudini tra i due?

"Ringhio ha avuto Lippi come allenatore, e Lippi conosce molto bene Ringhio. Se lo dicono loro... Avendo lavorato assieme ci sarà sicuramente qualcosa che si sono trasmessi a vicenda. Una sorta di affinità. Io Gattuso lo conosco soltanto come calciatore, come allenatore non mi ci sono mai rapportato, quindi non posso parlarne". 

Ora la Supercoppa tra Napoli e Juve al Mapei Stadium. Chi ci arriva meglio? 

"Sicuramente non sarà una partita facile, però i bianconeri visti domenica sera contro l'Inter hanno lasciato molto a desiderare. Non mi sembra la Juve degli altri anni, anche se sicuramente il loro atteggiamento cambierà nella sfida di domani, perché si vince un trofeo. Il Napoli, invece, ha vinto 6-0. Ci sono questi due aspetti da valutare. L'importante è che gli azzurri non vadano in campo pensando di trovare una Juve remissiva. Ma sono certo che non sarà così. Gattuso saprà sicuramente mettere in guardia i suoi calciatori. Gli stessi giocatori sanno bene cosa significhi per noi tifosi questa partita, quindi certamente ce la metteranno tutta per portare a casa questo trofeo, che comunque è un trofeo importante perché può dare morale per il prosieguo della stagione".

"Questo è un anno particolare, si gioca ogni tre giorni, c'è il Covid, tanti giocatori sono indisponibili e tutte le squadre hanno molteplici difficoltà. È un anno in cui può succedere di tutto. Il Napoli è ancora in emergenza davanti. Leggevo che forse giocherà Llorente. Se sarà così sicuramente anche lui darà il suo contribuito. Ci terrà a fare bene anche in virtù del suo passato bianconero e di un suo possibile ritorno a Torino". 

In che modo il Napoli potrà fare scacco matto alla Juventus?

"Il Napoli dovrà giocare come nell'ultima finale di Coppa Italia: stando coperti e attenti, evitando le ripartenze avversarie, loro hanno Ronaldo che è molto veloce. Poi, bisognerà fare un buon filtro tra centrocampo e difesa e colpire come i nostri attaccanti sanno fare. La rapidità degli azzurri può mettere in difficoltà la difesa della Juve, che non mi è sembrata brillantissima nelle ultime uscite".

"Lozano e Insigne stanno facendo benissimo e potrebbero essere gli uomini chiave del match, che molto probabilmente verrà deciso dagli episodi. In tante partite sono state create molte occasioni però ne sono state concretizzate poche, ma in questa sfida andrà sfruttata ogni singola opportunità". 

a cura di Giuseppe Canetti

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