"Nel caso di Cremona si è trattato di un episodio isolato, riconducibile a un singolo tifoso, per altro già arrestato con l'Inter pronta a costituirsi parte civile nell'istaurando procedimento penale. Inoltre, il fatto è avvenuto all'interno dello stadio, in un contesto controllato e senza alcuna conseguenza sul piano dell'ordine pubblico. L'episodio non ha generato danni rilevanti al calciatore Audero che ha regolarmente proseguito la partita fino al termine senza apparenti problemi.
Diversa, invece, la vicenda che ha coinvolto Napoli e Lazio. Gli scontri si sono verificati sull'autostrada A1 durante il trasferimento delle tifoserie. I sostenitori del Napoli erano diretti a Torino, mentre quelli della Lazio rientravano dalla trasferta di Lecce. Nel tratto tra Ceprano e Frosinone i due gruppi sono entrati in contatto con mezzi contundenti provocando addirittura il blocco della circolazione e momenti di forte tensione, generando rischi per gli automobilisti. In questo caso si è trattato di una forma di violenza collettiva, avvenuta fuori dal perimetro degli stadi e in un contesto difficilmente controllabile, che ha richiesto un intervento più severo da parte delle autorità. Tre trasferte vietate ai tifosi, inoltre, non appaiono una sanzione lieve. Equivalgono a circa un mese e mezzo senza seguire la squadra fuori casa. Le differenze nei provvedimenti, quindi, rispondono a criteri di proporzionalità e tutela dell'ordine pubblico.
Lo stesso giudice sportivo della Serie A ha irrogato un'ammenda di euro 5000 alla società meneghina motivata proprio sulla fattiva disponibilità e collaborazione del club interista. Attenuanti che per quanto previsto dal codice di giustizia sportiva sono ritenute di estrema importanza per la mitigazione delle sanzioni a carico della società rea a titolo di responsabilità oggettiva".
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