ESCLUSIVA – De Napoli: “Contro la Juve bisognerà scendere in campo per vincere!”

di Giuseppe Canetti
Supercoppa insigne

Nando De Napoli è stato un dei centrocampisti italiani più forti a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. In campo era un grande combattente, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Rambo”. Ha giocato nell’Avellino, nel Napoli, nel Milan, nel Cagliari e infine alla Reggiana. Con il club partenopeo ha conquistato 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana ed una Coppa Uefa. In maglia rossonera, altri 2 Scudetti, 2 Supercoppa italiana, 1 Champions League ed una Supercoppa Uefa. È stato protagonista anche con la maglia della Nazionale, disputando due Mondiali (1986 e 1990) ed un Europeo (1998).

De Napoli è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per parlare delle vicende azzurre del presente ma anche del passato. Di seguito l’intervista.

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L’intervista a Nando De Napoli: tra passato e presente azzurro

Qual è il ricordo della sua esperienza a Napoli?

“Passai dall’Avellino al Napoli per stare vicino casa. Ho scelto bene anche perché abbiamo regalato delle importanti vittorie ad una città che ama il calcio. La mia è una doppia soddisfazione, perché trasferendomi al club azzurro ho anche avuto l’opportunità di giocare con un calciatore che faceva la differenza in campo (Maradona, ndr). Ma non solo con lui, penso ad esempio a Careca, Alemao, Giordano”.

Il suo goal più importante è stato scegliere il Napoli, oppure ne ha uno che porta nel cuore in maniera particolare?

“Ce n’è uno che ritengo molto importante, quello alla Juventus: il tap-in dopo il tentato pallonetto di Diego che il portiere respinse. Quella partita vincemmo 2-1. Fu un goal facile, ma lo segnai dinanzi a 90 mila persone. È stato molto bello!”.

Cosa ci racconta di Diego Armando Maradona

“Eh, potrei dirvene tante. Diego era un uomo gentile, buono: da conoscere! Tante volte organizzava delle cene con tutta la squadra. Poi uscivamo, sempre tutti insieme. Veramente la sua mancanza si sente molto”.

In quella semifinale a Italia’90 però vi giocò un brutto scherzo. Quel pugno alzato poi…

“In quell’occasione è stato furbo. La metà del ‘San Paolo’ tifava Argentina. Dal campo si percepiva pienamente. Napoli lo ha amato e forse oggi lo ama più di prima. È stata la città giusta per lui, perché era in piena sintonia con l’ambiente: Maradona ha dato tanto a Napoli e Napoli ha dato tanto a Maradona”.

“Scudetto ’90? Lo avremmo vinto in ogni caso”

Foto by Getty

Van Basten e Sacchi, ultimamente, hanno dichiarato che ‘Nel ’90 il Napoli ha scippato lo scudetto al Milan’. Che ne pensa?

“Se vai a fare i calcoli, anche se non ci davano i due punti di Bergamo, avremmo vinto lo stesso. Van Basten e Sacchi è normale che dicano queste cose…rientra nel gioco delle parti. Comunque, si ricordino bene che anche loro hanno avuto uno Scudetto regalato. Avevamo cinque punti di vantaggio, poi…Devo dire che sbagliammo soprattutto noi, arrivammo molto stanchi alla fine, e riuscimmo a perdere un titolo che già avevamo in tasca. Fu un grande rammarico, soprattutto se penso alla delusione data ai nostri tifosi”.

Poi, il Napoli è prima fallito e successivamente risorto. Che ne pensa della nuova società?

“De Laurentiis ha preso il Napoli dalla Serie C e lo ha portato in Champions League. Ha fatto molto bene come presidente. Nulla da dire a lui e a chi lavora all’interno della società. Stanno facendo delle grandi cose e, speriamo, continueranno a farle, iniziando dalla qualificazione alla prossima Champions”.

Pensa che la crisi economica conseguente allo scoppio della Pandemia aumenterà il gap tra la Serie A e gli altri campionati europei?

“Questo Covid ha rovinato un po’ tutti. In primis sono morte tante persone, ma penso anche alle famiglie delle vittime, che hanno vissuto questa disgrazia. Parlando di calcio, è evidente che il mondo del pallone ci ha perso tantissimo con l’assenza del pubblico. Io stesso, a volte, neanche più le partite per televisione guardo: non c’è spirito. Speriamo passi questo periodo il prima possibile. In Italia a partire dall’anno prossimo si percepiranno i veri effetti della crisi economica. Sicuramente ci saranno squadre che dovranno fare dei sacrifici. Anche perché i nostri club hanno meno soldi rispetto a quelli di altri Paesi”.

“Rinnovo Insigne? Non è una questione di soldi”

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Come andrà a finire la questione del rinnovo di Insigne?

“È normale che i grandi club siano interessati a Insigne. Sarà lui a decidere se vorrà restare a Napoli oppure se vorrà cambiare aria. Tante volte, questi giocatori importanti hanno fatto diversi anni in azzurro e poi hanno cambiato squadra. Speriamo che stavolta ciò non avvenga. Però…chi lo sa!? Spesso e volentieri non sono soltanto i soldi a fare la differenza. A mio avviso, potrebbe incidere maggiormente la voglia di fare un’altra esperienza, magari in un top club. Sarebbe interessante sapere cosa sta pensando Lorenzo in questo momento. In ogni caso, ribadisco, sono convinto che non sia una questione soltanto di soldi”.

Juventus-Napoli, come vede questa sfida?

“In casa bianconera non stanno troppo bene. È un periodo un po’ così per Pirlo, mi dispiace per lui. È un allenatore giovane, che ha iniziato adesso questa carriera. Non gli si possono attribuire troppe colpe. Il Napoli, invece, sta bene moralmente ed ha finalmente l’organico al completo. Gli azzurri a Torino devono giocare per vincere e non per pareggiare”.

Lozano o Politano dal primo minuto?

“Bisognerà vedere in rifinitura. Secondo me Politano è uno dei giocatori più in forma. Credo che Gattuso lancerà lui da titolare. Anche se, ovviamente, Lozano non si discute: è un giocatore determinante per il Napoli”.

Il Milan è in evidente calo, potrebbe inaspettatamente farne le spese in questa folta ‘volata Champions’?

“Può darsi! Ma in generale non dimentichiamo che anche la Lazio è ancora in corsa. I biancocelesti hanno, come Napoli e Juve, una partita ancora da recuperare. La Roma, invece, è calata un po’. In ogni caso non ci sono troppi calcoli da fare: il Napoli d’ora in avanti dovrà scendere in campo solo per vincere!”.

 

a cura di Giuseppe Canetti

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