ESCLUSIVA – Bellucci: “Gattuso, che personalità! Occhio al Bologna, non molla mai! Su Milik…”

di Giovanni Frezzetti, @GioFrezzetti

Claudio Bellucci, doppio ex della sfida in programma domani al Maradona tra Napoli e Bologna, ed attuale vice allenatore del c.t. dell’Azerbaigian Gianni De Biasi, ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni. Bellucci ha trattato vari temi, tra cui la lotta scudetto in Serie A, la panchina rovente di Gennaro Gattuso, e della rosa del club partenopeo. Da grande attaccante qual è stato, Bellucci ha trattato il tema dei centravanti, quelli mancati al Napoli in questa stagione. Di seguito l’intervista.

Bellucci su Napoli-Bologna e su Gattuso

Napoli Bologna

 

Com’è la situazione Covid lì in Azerbaigian?

“Qui, per fortuna, le cose vanno abbastanza bene. I ristoranti e i negozi sono aperti, solo i centri commerciali sono chiusi, ma a breve riapriranno anche quelli. C’è l’obbligo della mascherina, ma nulla di più. Si vive quasi la normalità. Poi, dal punto di vista calcistico, anche qui non ci sono i tifosi, ma il campionato sta proseguendo senza intoppi”.

Da ex calciatore ed attuale allenatore, com’è giocare ogni 3 giorni? È davvero un problema?

“Dal punto di vista dell’allenatore hai meno tempo per soffermarti sugli errori. Si sfruttano di più i video delle partite giocate per fare certi aggiustamenti. C’è poco tempo. Secondo me, in questa situazione sono avvantaggiate le squadre che hanno i grandi giocatori. L’Inter, infatti, sta andando molto bene, vista anche l’assenza delle coppe. Ma è comunque una cosa sia positiva che negativa: una squadra come l’Inter è sicuramente delusa di essere stata eliminata da alcune competizioni. Dal punti di vista del calciatore, penso che siano avvantaggiati quelli che sono più in forma. Nel senso che chi sta segnando e facendo grandi prestazioni è più galvanizzato dal giocare ogni 3 giorni. Invece, chi magari è in un momento no potrebbe soffrire queste tante partite ravvicinate”.

Vista la classifica ad oggi in Serie A, le posizioni rimarranno più o meno queste a fine anno o potrebbe esserci qualche sorpresa?

“L’Inter me l’aspettavo che avesse questa posizione. Ora è tutto nelle sue mani, visti i sei punti di vantaggio. Il Milan può ancora dire la sua, ma ho la sensazione che il meglio di sé l’abbia già dato. La Juve me l’aspettavo un po’ più vicina all’Inter. Poi c’è l’Atalanta che è una favola bellissima. Il Napoli lo vedevo sicuramente prima di Roma e Lazio, ma per ora, le peripezie che stanno succedendo, lo hanno lasciato un po’ indietro”.

La situazione in casa Napoli sta influendo molto sui risultati quindi?

“In questa situazione Gattuso ha ancora la squadra in mano, e in queste situazioni non è per nulla facile! Già non lo è normalmente, figuriamoci in una piazza calorosa e passionale come Napoli”.

Si sono fatti tanti nomi di “ritorni” per la panchina del Napoli. Cosa pensa dell’eventuale ritorno di un allenatore su una panchina?

“Diciamo che è una situazione difficile perché spesso capita che i tifosi e la società si aspettano che l’allenatore faccia quello che ha fatto in passato, ma non è così. Spesso si ritorna e ci si ritrova con calciatori diversi da quelli che si avevano, e anche quelli che magari sono rimasti si sono evoluti e sono cambiati. Se prendiamo ad esempio Benitez è andato via da Napoli da tanti anni, e magari sarà cambiato anche lui. Per allenare il Napoli servono voglia e personalità, e Gattuso le ha. Rino l’ha dimostrato anche, come ho letto, allontanando Mario Rui dall’allenamento. Lui vuole il bene del Napoli”.

Quindi a lei sta piacendo il lavoro di Gattuso?

“Il Napoli in questa stagione ha tante attenuanti tra Covid e infortuni. L’allenatore poi è sempre su un filo: vinci e sei un grande, prendi un palo all’ultimo secondo e sei una capra. Il Covid forse ha aumentato le pressioni nel calcio perché la gente, stando spesso a casa, lo segue con maggiore attenzione e passione”.

Napoli e Juve forse speravano di essere in posizioni diverse a questo punto della stagione. Secondo lei manca qualcosa a livello di organico e i “problemi” sono altri?

“Intanto il recupero che giocheranno tra di loro è una gara fondamentale per entrambi. Quei 3 punti faranno la differenza: un crocevia importante per la qualificazione in Champions. La Juve rispetto agli altri anni la vedo un po’ sazia. Gli anni passati sembravano famelici, ammazzavano le partite nei primi 20 minuti. Poi riuscivano a gestire meglio il risultato della partita e di conseguenza i calciatori, adesso non può più farlo”.

Sul Napoli?

“Si è separato da Milik, scegliendo altre squadre, ed ha sofferto molto nel ruolo di centravanti. Osimhen si stava ambientando bene e poi è stato sfortunato, prima col problema alla spalla, poi col Covid, e poi con lo scontro durante la partita con l’Atalanta. Anche l’assenza di Mertens ha pesato molto. Al Napoli mancano quei 10 gol che potevano garantire questi attaccanti. Anche Petagna era in forma e poi l’infortunio l’ha fermato. Sono convinto che sarebbe stato più su in classifica. Insigne, Poitano e Zielinski stanno facendo un campionato straordinario. Ma il fatto di non poter variare tanto le scelte ha dato un vantaggio agli allenatori avversari. Gattuso e Insigne trascinano questo Napoli, si prendono sempre tante critiche, ma sono gli unici che si prendono le responsabilità”.

Sul silenzio stampa che ne pensa?

“Ci può stare come scelta se non si vuole parlare di alcuni argomento. In un momento difficile è inutile sparare stupidaggini e dire sempre le stesse cose. Diciamo che comunque non è un buon segno”.

Domani c’è Napoli-Bologna: una gara del cuore per lei. Come la vede questa sfida?

“Questa partita rappresenta 10 anni della mia vita. Il Bologna è una buona squadra, piena di giovani che hanno tanti margini di crescita. Ha una società perfetta, uno staff competente. Alle volte commette qualche errore, ma per la giovane età ci sta. Il Napoli deve vincere, non ci sono alternative. Sulla carta non c’è partita, ma le squadre di Mihajlovic non mollano mai!”.

A cura di Giovanni Frezzetti

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