calcionapoli1926 editoriali “Love needs timing”: Vlahovic è l’uomo giusto per il Napoli… ma al momento sbagliato

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“Love needs timing”: Vlahovic è l’uomo giusto per il Napoli… ma al momento sbagliato

Alex Iozzi
Questioni di modulo, calciatori in rosa da valorizzare e una prima punta appena riscattata: perché De Laurentiis & co. dovrebbero rinunciare alla "suggestione serba"

La prima metà di giugno in Serie A si è aperta con una notizia che ha particolarmente scosso le acque: la Juventus Football Club non rinnoverà il contratto di Dusan Vlahovic e, pertanto, il matrimonio tra la Vecchia Signora e il centravanti serbo giungerà al divorzio il prossimo 30 giugno. A detta dei più autorevoli quotidiani nostrani, le recenti dimissioni di Adrien Comolli dall'incarico di amministratore delegato e la venuta di Andrea Carnevali come sostituto del francese potrebbero convincere il nativo di Belgrado a ritornare sui propri passi, ma le possibilità non sono altissime.

Appresa tale decisione, molteplici dirigenti sotto contratto con società italiane e non hanno drizzato le orecchie e aggiunto alla loro ambiziosa lista della spesa estiva, più precisamente alla categoria "occasioni a prezzo di saldo", il nome dell'ex Fiorentina: tra questi, vi rientra anche il Napoli, poiché stando ai rumours si tratterebbe di una richiesta fatta da Massimiliano Allegri, tecnico in procinto di sedersi sulla panchina partenopea, al presidente De Laurentiis. Tuttavia, per quanto l'idea sia suggestiva, le scelte prese finora dai piani alti della compagine '081' suggeriscono come sarebbe meglio imboccare un'autostrada differente.

Essere il nome adatto nella stagione errata: la "legge" di Robin Scherbatsky che boccia l'ipotetico trasferimento di Vlahovic al Napoli

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"Se c'è la chimica, ti manca soltanto un'altra cosa: il tempismo. Ma il tempismo è una brutta bestia...".

Così è stata tradotta nel nostro paese una frase pronunciata da Robin Scherbatsky, personaggio cardine della celebre sitcom "How I Met Your Mother", sul tramontare dell'episodio pilota della settima stagione durante un dialogo dai toni profondi condiviso con un altro protagonista della serie: Ted Mosby. Il tema centrale del discorso? L'amore; o meglio, instaurare un rapporto di coppiacon una persona. Parole, quelle della canadese, ineccepibili, praticamente impossibili da contrastare, le quali valgono nella quotidianità come nello sport, soprattutto per le discipline basate sul concetto di squadra. E che, infine, calzano a pennello con la riflessione da noi elaborata.

Il valore di Vlahovic in quanto numero '9' è indiscutibile, non saremo noi a vestire i panni dei "Bastian contrario" e a tentare di inculcarvi una bugia per trasformarla in una verità assoluta. Purtroppo, però, ci sono due questioni, quasi degli ostacoli pressoché insormontabili e di cui è impossibile non tener conto. In primis, esattamente un mese fa, domenica 17 maggio, tramite il conseguimento dell'aritmetica qualificazione all'edizione 2026/27 di UEFA Champions League, la SSC Napoli ha esercitato in automatico l'opzione di riscatto per Rasmus Hojlund, divenuto un tesserato azzurro dopo che il club di Fuorigrotta ha sborsato 44 milioni di euro agli inglesi del Manchester United. Inutile spiegare che, al di là delle statistiche fini a se stesse, non premiare il classe '03 per l'enorme quantità di lavoro sporco svolto nell'arco dell'annata da poco archiviata e privarlo di essa nella prossima sarebbe non solo ingiusto, ma addirittura irrispettosonei suoi confronti.


In secondo luogo, all'interno della rosa dei tre volte campioni d'Italia, considerando pure i calciatori potenzialmente adattabili nel suddetto ruolo, figurano cinque esterni: Matteo Politano, David Neres e Antonio Vergara a destra, Alisson de Almeida Santos e Noa Lang a sinistra. Comprare Dusan presupporrebbe il dover sacrificare i nomi elencati per mutare il modulo tipo del Napoli dal 3-4-2-1/3-4-3 proposto con Antonio Conte a un 3-5-2 col doppio attaccante, siccome, in completa franchezza, appare utopico che il prodotto del vivaio del Partizan Belgrado accetti di firmare con i campani per poi limitarsi a scaldare i sediolini dello stadio Diego Armando Maradona (mossa inconveniente in virtù, peraltro, dell'ingente ingaggio che il giocatore andrebbe ipoteticamente a percepire).

Morale della favola: il cocktail generato dall'unione fra i sapori di Vlahovic e della Napolicittà sarebbe l'equivalente di un Vesper Martini, ossia elegante e al contempo esplosivo. Ma alle parte chimica della vita corrisponde sempre un tempismo buono o pessimo; e come insegna la 'legge Scherbatsky': "Il tempismo è una brutta bestia...".

A cura di Alex Iozzi

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