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editoriali

Dieci dalla testa ai piedi: perché Traorè può diventare l’erede di Insigne

REGGIO NELL'EMILIA, ITALY - OCTOBER 31: Hamed Traore of US Sassuolo celebrates the opening goal, later given as an own goal by Lorenzo Tonelli of Empoli FC, during the Serie A match between US Sassuolo and Empoli FC at Mapei Stadium - Citta' del Tricolore on October 31, 2021 in Reggio nell'Emilia, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

“La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l'opportunità" diceva Seneca. Un pò come Traorè e Dionisi

Gennaro Del Vecchio

Hamed Junior Traorè sta letteralmente impressionando tutti e guai a chiamarlo sorpresa: è diventato una fantastica certezza. La certezza di Dionisi, che non ha mai avuto paura di caricargli la squadra sulle spalle. Manca Djuricic? No problem, c'è il ragazzino con la casacca n.23. Ed è proprio in questo momento che la stagione dei neroverdi riesce ad avere una svolta: dal momento in cui l'ivoriano riesce a capire cosa vuol fare da grande. Avete mai pensato alla quantità di calcio presente nel corpo del 2000? Infinita. È un viaggio capace di mostrarti, giorno dopo giorno, monumenti che vorresti rivisitare ogni secondo. Non lo fai perché sai che ce ne saranno altri, altri ed infiniti altri. È speciale. È uno di quei calciatori che danno del tu al pallone, che non lo controllano, lo accarezzano. Ci fanno l'amore. Anche nelle difficoltà riesce a cacciare fuori il coniglio dal cilindro, come a dire: "Veramente pensavate di fermarmi così facilmente?".

Perché il Napoli deve puntare su Traorè per il post-Insigne?

UDINE, ITALY - NOVEMBER 07: Hamed Traore of US Sassuolo looks on during the Serie A match between Udinese Calcio v US Sassuolo at Dacia Arena on November 07, 2021 in Udine, Italy. (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images)

È difficile affibbiargli un ruolo d'appartenenza perché riesce ad essere devastante in ogni zona del campo. Perché fa la differenza da esterno, ma anche da trequartista. Ti lascia l'imbarazzo della scelta: è vero, quando non blocchi la linea di passaggio, tra le linee sa farti molto male. Ma quando riesce a ricevere palla sull'esterno diventa imprendibile. Quasi salta tutti come birilli. Lo mostrano gli ultimi gol contro Fiorentina e Salernitana, due reti identiche che ti lasciano pensare: "È nato il gol alla Traorè?". Con De Zerbi era discontinuo, ma con Dionisi è riuscito a trovare il suo posto nel mondo.

In una recente intervista ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha dichiarato: "Sto facendo bene, ma controllerò più avanti se sono spuntate le ali. Qui c’è tutto e anche se in questa stagione i risultati sono alterni, il Sassuolo ha un progetto ambizioso e il suo stile. E la squadra è molto giovane, ci vuole pazienza". Ed il Napoli ci pensa, eccome se ci pensa. Con l'addio di Lorenzo Insigne, il club partenopeo dovrà trovargli un degno sostituto, uno di quelli che riescono a non farti guardare al passato. Ed il 23 del Sassuolo può farlo alla grande: si somigliano, e non poco. La conduzione di palla, il modo in cui la trattano, e quella dote da regista offensivo che al giorno d'oggi risulta essere sempre più ricercata in ogni nuova promessa del calcio.

Dieci nel pensiero e dieci tra i piedi: "Prima la penso, poi la realizzo". Una qualità rara, che solo i grandi campioni/talenti hanno. Si prospetta un'estate rivoluzionaria in quel di Castel Volturno, e perché non potrebbe iniziare dal caldo della Costa d'Avorio? Napoli, se ci sei batti un colpo: c'è lì Traoré.

A cura di Gennaro Del Vecchio

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