calcionapoli1926 editoriali Ci eravamo tanto amati… Luciano, perché tanto rancore per chi ti ha reso re?

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Ci eravamo tanto amati… Luciano, perché tanto rancore per chi ti ha reso re?

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Un amore finito tra frecciatine e rabbia
Sara Ghezzi

Le storie d'amore sono fatte di alti e bassi, salite e discese, litigi e riappacificazioni e a volte quell'amore può finire. Esistono due modi per dirsi addio: abbracciandosi e ringraziando l'altro per i momenti vissuti insieme o screditando l'altro iniziando una sorta di guerra. Quando questo amore riguarda il calcio tutto diventa così particolare come dimostra la storia tra Napoli e Luciano Spalletti.

L'addio che ha fatto rumore

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Quando Spalletti nell'estate del 2023 ha deciso di lasciare il Napoli dopo due anni, la clamorosa vittoria dello scudetto e un tatuaggio, la città, i tifosi lo hanno salutato come un re, puntando un po' il dito contro il presidente De Laurentiis reo di non aver fatto abbastanza per trattenere l'eroe del terzo scudetto, colui che aveva riportato il tricolore 33 anni dopo Maradona dominando il campionato con un calcio spettacolo. A furor di popolo gli è stata assegnata la cittadinanza onoraria di Napoli in tempi record, nonostante il suo anno sabbatico fosse durato solo pochi mesi, i tifosi gli hanno perdonato quell'addio, trovando in altri la colpa della separazione. Insomma, Spalletti e Napoli erano una sola cosa e il cattivo della storia era quel presidente che l'anno dopo il trionfo ha peccato di onnipotenza scivolando al decimo posto.


Le prime crepe tra Spalletti e Napoli

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Ma con il passare dei mesi, l'esperienza di Spalletti in Nazionale ha iniziato a vacillare, mentre gli azzurri crollavano con Garcia, Mazzarri e Calzona e l'ex eroe ha iniziato a parlare troppo spesso come se il Napoli fosse diventato un nemico. La realtà dei fatti era che Luciano aveva il dente avvelenato contro De Laurentiis, ma più interviste faceva e più feriva i tifosi napoletani che gli hanno dato sempre un amore incondizionato anche dopo l'addio. A far vacillare questo sentimento è stata la pubblicazione del libro Il Paradiso esiste...ma quanta fatica, un'autobiografia che vede un capitolo dedicato al patron azzurro in cui Spalletti è tutt'altro che gentile. A peggiorare le sue continue interviste in cui al centro c'era sempre il suo astio per il presidente del Napoli che lo aveva riportato in panchina dopo due anni di inattività e tante polemiche per le sue avventure alla Roma e all'Inter. Ma ciò che maggiormente ha pesato ai tifosi partenopei è stata la tempistica di tutto ciò. Mentre il Napoli lottava a punto a punto con la squadra di Inzaghi per vincere il tricolore, lui gettava fango su De Laurentiis che, invece, dopo una stagione fallimentare è risalito grazie alla scelta di Conte.

La scelta della Juventus e gli ex Campioni d'Italia

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Da questo momento in poi è stato un crescendo. Nemmeno un commento pubblico per la vittoria della squadra e la città per cui ha avuto tante parole d'amore, solo tanto veleno fino all'addio all'Italia che ha portato il mister ad indossare, poi, i colori della nemica acerrima del Napoli: la Juventus. La prima sfida al passato è arrivata il 7 dicembre una sconfitta pesante e una parte del pubblico che ha fischiato il suo ex eroe. Un evento che, probabilmente Luciano si è legato al dito, portando a frecciatine e parole evitabili nei giorni del nuovo confronto. La sua Juventus ha battuto il Napoli all'Allianz Stadium, ma Spalletti con ogni probabilità ha perso l'amore dei napoletani. L'ex campioni d'Italia detto in conferenza stampa, che ha portato alla risposta di Conte qualche giorno dopo, ha fatto tanto rumore. Un'affermazione fatta passare per lapsus ma accompagnata anche alla questione titolari azzurri assenti. Spalletti ha detto che contro i bianconeri il Napoli ha mandato in campo 10 titolari su 11, peccato che Conte non aveva a disposizione Milinkovic-Savic, Rrahmani, De Bruyne, Anguissa, Neres e Politano che fino a prova contraria sono titolari in azzurro, forse il mister non segue le partite dei campioni d'Italia. Luciano ha provato a metterci una pezza pubblicando sul suo profilo Instagram un'intervista alla Rai in cui definiva gli azzurri diversamente. Una pezza che ha fatto ancora più male se sommata all'intelligenza artificiale della conferenza stampa.

La rabbia dei tifosi azzurri

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Queste ultime uscite hanno portato molti tifosi a provare astio per il loro ex eroe, qualcuno chiede addirittura che gli venga revocata la cittadinanza onoraria. Allora ci si chiedo come un amore possa diventare così. PerchéSpallettiha deciso di cancellare tutto? Perché la sua rabbia per De Laurentiis lo ha accecato tanto da non rendersi conto che sta ferendo quel popolo che diceva di amare? Nei due anni all'ombra del Vesuvio ha recitato una parte? Non lo sapremo, ma c'è la certezza che forse il nome di Spalletti non ha più lo stesso valore, perché avrà regalato uno scudetto da sogno, ma il Napoli senza di lui ha dimostrato di saper vivere grazie a De Laurentiis e Conte che ha portato il quarto scudetto e la Supercoppa e forse è proprio questo che ha inacidito l'ex campione d'Italia. Che ha scelto una strada poco rispettabile e morale, mettendo in discussione tutto e facendo ritornare i fantasmi dello Spalletti della Roma e dell'Inter, quello poco simpatico, definito da Ilary Blasi, Piccolo Uomo.

Spalletti, ci eravamo tanto amati

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Spalletti ora è completamente il passato del Napoli e di Napoli che lo ha amato come un figlio prediletto, ma che lui ha tradito con le sue parole e la poca capacità di non mettersi al centro di tutto. Un amore tradito da chi diceva di difenderlo. Le parole pesano come i gesti e ad oggi tutti portano ad una sola direzione: Luciano Spalletti e Napoli viaggiano su binari opposti, della serie: ci eravamo tanto amati, ma forse l'amore era solo da un lato!

A cura di Sara Ghezzi

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