Rrahmani, dall’Udinese al Granada: la crescita del difensore del Napoli non è una sorpresa

Amir, nonostante la crisi di risultati della squadra di Gattuso, partita dopo partita, sta tornando quello del Verona: il bicchiere mezzo pieno in una situazione difficile

di Giovanni Frezzetti, @GioFrezzetti
rrahmani

Ebbene sì, nessuno avrebbe scommesso un euro su Amir Rrahmani dopo averlo visto giocare nella gara di Udine. I giudizi dei soliti critici sono stati duri: Amir si è tappato le orecchie e ha continuato a lavorare. Ecco che ieri contro il Granada è stato il migliore della difesa del Napoli, sopperendo ai disastri di Maksimovic e anche alle cappellate di Koulibaly. Nonostante l’eliminazione c’é una buona notizia: il difensore azzurro può essere il futuro del reparto difensivo partenopeo.

Napoli, la crescita di Rrahmani non è una sorpresa

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Amir Rrahmani (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Rrahmani si è fatto le ossa nei campionati balcanici, per poi approdare nel 2019-20 al Verona, dove ha attirato su di sé le attenzioni di tantissime squadre. La sua stazza fisica, le sue qualità nel gioco aereo e la sua fisicità che gli permette un gioco d’anticipo, gli sono valsi la chiamata del Napoli. Inizialmente non ha giocato, diventando un oggetto misterioso. Poi, all’improvviso, per necessità, viene lanciato in campo da titolare contro l’Udinese: un autentico disastro. Dopo 45 minuti viene sostituito e le critiche piovono su Amir. Rrahmani non si abbatte e continua a lavorare: vuole dimostrare le sue qualità, quelle messe in mostra col Verona. Partita dopo partita cresce e molti iniziano a ricredersi. Ieri, contro il Granada, ha provato da solo a sopperire agli errori di Maksimovic, questa volta bocciato lui dopo 45 minuti, e a quelli sorprendenti di Koulibaly. Amir non può essere il calciatore visto contro l’Udinese, e pian piano lo sta dimostrando. Nonostante l’eliminazione si può guardare il bicchiere mezzo pieno: Rrahmani sta venendo fuori a piccoli passi e potrà fare in futuro la fortuna del Napoli.

A cura di Giovanni Frezzetti

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