La solidità e l'umanità rara del buon Ranieri, con un Cagliari camaleontico e imprevedibile
Il Cagliari di Ranieri proviene da una serie di risultati ballerini, ma sta iniziando ad essere una squadra solida e abbastanza viva per tentare di restare in Serie A. Attualmente i 13 punti in 16 partite sono sicuramente un ritmo da salvezza sofferta, anche se - va detto - ormai i 40 punti sono ben oltre il tetto oltre cui si resta in massima serie. Dopo l'ultima gara, vinta all'ultimo secondo con gol di Lapadula (sempreverde), i sardi sono attesi dallo scoglio Napoli: terza trasferta difficile di fila dopo Lazio e Juventus. Tre gare da cui uno come Ranieri chiederà comunque il massimo dei suoi, pur rispettando incredibilmente l'avversario e la piazza come dichiarato nella conferenza commovente pre-gara. Incredibile la linea netta che esiste a livello umano tra questo allenatore e la restante parte (anche, soprattutto quelli più blasonati) del nostro campionato.
Camaleontici
Ranieri contro il Sassuolo ha scelto la compattezza di un fermo 4-4-1-1. Nella giornata precedente un 3-4-2-1, contro la Juventus un 4-2-3-1 per dar fastidio alla linea a 5. Questo dà l'idea di un tecnico che ha realmente inculcato ai suoi la mentalità del singolo giocatore che conta, a seconda del sistema che venga lui imposto. Il Cagliari sa in qualche maniera cambiare restando sempre lo stesso. Anche su questo Ranieri ci dà una lezione: questi numeretti servono solo per le lavagnette tattiche di pre-gara. In campo ci vogliono princìpi buoni, saper aggredire la partita, lottare sui duelli e poi rifinire qualitativamente. Il Cagliari - va detto - non sempre ci riesce ma non è tra le squadre più limitate di questo campionato. La risalita veloce e feroce in Serie A ne è la prova, anche se arrivata in modo clamoroso e con l'esperienza di uno come Leonardo Pavoletti, sempre complesso da marcare in area di rigore specie dopo che le linee si sfilacciano. Con un mercato anche piuttosto oculato e distinto, alla ricerca di talenti low cost, il Cagliari sta provando a costruirsi in vista di un futuro quanto meno solido. Non sarà semplice intanto affrontare un Napoli che pare aver ritrovato o comunque voglia ritrovare una certa solidità di squadra, quantomeno sull'aspetto difensivo.La stella
Oltre alla grandissima fame di Pavoletti e Lapadula, è interessante oggi citare Luvumbo. Un calciatore imprevedibile, un po' indisciplinato, talvolta all'apparenza un po' scoordinato ma in realtà molto pericoloso. È veloce e ricorda il primissimo Osimhen nel non riuscire mai ad inquadrare le sue giocate: può girarsi e tirare, può dribblarne un paio e trovare un compagno perfettamente in area di rigore, come può sbagliare un gol clamoroso dinanzi alla porta. Ranieri non lo schiera sempre titolare, forse sapendo anche quanto possa essere utile a partita in corso, ma è sicuramente uno di quelli che il Napoli dovrà attenzionare perché bravo a non fornire punti di riferimento a una difesa attualmente in "lavori in corso" dopo il passaggio da Garcia a Mazzarri (che è un ex, ndr).Di Mattia Fele
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