calcionapoli1926 editoriali Il mal di Parma ha colpito Conte nella corsa al sogno, ma i sogni hanno bisogno di coraggio

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Il mal di Parma ha colpito Conte nella corsa al sogno, ma i sogni hanno bisogno di coraggio

Sara Ghezzi
Credere in un sogno vuol dire gettarsi senza paura di cadere

Il Napoli è arrivato a Parma con l’obiettivo di vincere e sognare così un finale di stagione impensabile fino a qualche mese fa. Ma i sogni hanno bisogno anche di coraggio e forse ieri questo è mancato ad Antonio Conte nelle scelte iniziali che si sono dimostrate non vincenti dimostrando di soffrire terribilmente la squadra emiliana come dimostrano i risultati e le prestazioni nelle quattro gare giocate contro di loro in questi due anni a Napoli.

Lo shock iniziale e troppo poco coraggio nelle scelte

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Il Napoli ha iniziato la gara in un modo scioccante subendo gol dopo 35 secondi con un doppio errore: quello di Juan Jesus e Buongiorno e quello di Milinkovic-Savic che probabilmente poteva chiudere meglio la porta. Un inizio shock per una squadra arrivata in terra emiliana per dare vita ad un sogno, un approccio poco comprensibile per chi vuole credere in quel sogno. Gli azzurri poi hanno provato a superare il pullman messo da Cuesta, ma le idee sono state poche e anche attuate male con De Bruyne che ha provato inutilmente a creare qualcosa, mentre Anguissa passeggiava in campo, e Hojlund che faticava a trovare spazio.

Nel secondo tempo la prestazione è migliorata soprattutto grazie all’ingresso in campo di Alisson Santos che pone quindi l’attenzione sulla questione coraggio. Perché questo ragazzo funambolico non è sceso in campo dal primo minuto? In questo momento è davvero così impossibile tirare fuori dall'11 iniziale uno o due dei fab four? Non è un caso che il gol di McTominay è arrivato quando lo scozzese è tornato a centrocampo e il brasiliano ha iniziato a danzare sul pallone, anche se poco sfruttato, con Spinazzola che avrebbe dovuto lasciarlo maggiormente solo e libero. Per il resto il secondo tempo è stato un continuo provare a costruire superando l’argine di 11 giocatori piazzati davanti alla porta che, ci si perdoni, sono un insulto alla Serie A e spiegano tante cose.

Il Parma è l'incubo di Conte

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Il Parma ormai è un incubo per il tecnico azzurro che non riesce a trovare la chiave per arginare il pullman emiliano che in un modo o nell’altro crea problemi, ma il pareggio di ieri è anche la fotografia della stagione del Napoli al di fuori degli infortuni e gli errori arbitrali. Un continuo "vorrei, ma non posso" nei momenti decisivi in cui i campioni d’Italia avrebbero dovuto mettere in campo la loro superiorità tecnica. Di certo, non stiamo qui a raccontarci di una stagione fallimentare, perché sarebbe alquanto assurdo con una Supercoppa vinta e un possibile secondo posto, ma sicuramente qualche rimpianto sì.


Sognare è possibile ed è gratis, ma i sogni hanno bisogno di coraggio è il Napoli di Conte contro il Parma non l’ha avuto.

A cura di Sara Ghezzi

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