Nel secondo tempo la prestazione è migliorata soprattutto grazie all’ingresso in campo di Alisson Santos che pone quindi l’attenzione sulla questione coraggio. Perché questo ragazzo funambolico non è sceso in campo dal primo minuto? In questo momento è davvero così impossibile tirare fuori dall'11 iniziale uno o due dei fab four? Non è un caso che il gol di McTominay è arrivato quando lo scozzese è tornato a centrocampo e il brasiliano ha iniziato a danzare sul pallone, anche se poco sfruttato, con Spinazzola che avrebbe dovuto lasciarlo maggiormente solo e libero. Per il resto il secondo tempo è stato un continuo provare a costruire superando l’argine di 11 giocatori piazzati davanti alla porta che, ci si perdoni, sono un insulto alla Serie A e spiegano tante cose.
Il Parma è l'incubo di Conte
—Il Parma ormai è un incubo per il tecnico azzurro che non riesce a trovare la chiave per arginare il pullman emiliano che in un modo o nell’altro crea problemi, ma il pareggio di ieri è anche la fotografia della stagione del Napoli al di fuori degli infortuni e gli errori arbitrali. Un continuo "vorrei, ma non posso" nei momenti decisivi in cui i campioni d’Italia avrebbero dovuto mettere in campo la loro superiorità tecnica. Di certo, non stiamo qui a raccontarci di una stagione fallimentare, perché sarebbe alquanto assurdo con una Supercoppa vinta e un possibile secondo posto, ma sicuramente qualche rimpianto sì.
Sognare è possibile ed è gratis, ma i sogni hanno bisogno di coraggio è il Napoli di Conte contro il Parma non l’ha avuto.
A cura di Sara Ghezzi
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