Eppure, il nativo di Mugnano commette con le parole un autogol a dir poco clamoroso nell'istante immediatamente successivo: "A noi dicono sempre che quando c'è un contatto in area, a decidere è l'arbitro".
Come si suol dire in certi casi: "Qui casca l'asino". Perché involontariamente, nel tentativo di difendere un suo fedelissimo, Palladino ammette che si sarebbe dovuto trovare, molto probabilmente, in svantaggio di due reti a fine primo tempo.
Il rigore assegnato al Napoli da Chiffi, caso dove sono coinvolti sempre Hojlund e Hien, a ridosso dell'intervallo viene revocato dal VAR poiché il danese è già in caduta al momento del contatto. Decisione oggettivamente inattaccabile, perché l'onesta intellettuale almeno a noi non manca, se non fosse che il protocollo, come ribadito dal mister bergamasco stesso, spiega chiaramente che l'intensità dev'esser valutata da chi sta in campo e non da chi è seduto dinanzi allo schermo.
La domanda sorge spontanea: perché Raffaele, a detta tua, è stato giusto richiamare Chiffi al monitor per cancellare la decisione presa sul rigore e, al contrario, riprendere in un battito di ciglia il gioco senza consultare la tecnologia su quello che soltanto tu e il tuo calciatore avete reputato fallo di Hojlund?
A volte, Rafè, basterebbe semplicemente fare gli onesti, perché ammettere che a esser CHIARO ed EVIDENTE non era il fallo ma l'errore costava la modica cifra di 0€.
Altrimenti, come la tua categoria dovrebbe sapere, internet riprende le vostre dichiarazioni e vi fa fare figure che, per rimanere eleganti, definiremo "barbine".
A cura di Alex Iozzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202601/5652e407f09733f790843c0b6dd72435-scaled-e1768673114778.jpg)