calcionapoli1926 editoriali Il Verona ha insegnato al Napoli la lezione dei vecchi saggi (e quella del Var)

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Il Verona ha insegnato al Napoli la lezione dei vecchi saggi (e quella del Var)

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Ora non si può sbagliare, Inter-Napoli ci darà un segnale importantissimo sulla stagione
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 

Un pari che lascia amarezza per quanto visto nel secondo tempo, ma che insegna al Napoli la lezione dei vecchi saggi: mai sottovalutare l’avversario. L’approccio nel primo tempo ha consentito al Verona, con qualche episodio controverso, di mettersi nella migliore condizione per applicare un catenaccio alla Nereo Rocco e portare a casa un punto d’oro. Eppure, nelle ultime gare il Napoli ci aveva abituato diversamente: atteggiamento aggressivo e gestione nella ripresa. Oggi è servita una reazione, che tra polemiche arbitrali, sfortuna al Var, meteo e panchina corta, però non è valsa i tre punti.

Il Verona ha insegnato al Napoli la lezione dei vecchi saggi

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In campo ci sono anche gli avversari, da non sottovalutare, e il pari del Maradona non vede solo i demeriti del Napoli ma anche i meriti del Verona. La squadra di Zanetti è stata coriacea: vedere Hojlund triplicato al 95’ ha spiegato alla perfezione il tipo di gara fatta dagli scaligeri. Il Napoli l’ha capito tardi ed ha iniziato la partita a fiammate, con qualche sprazzo di gioco, ma di fronte c’è stato subito un Verona attento che non ha fatto la figura dell’ultima in classifica. Se analizziamo il primo tempo il Napoli non meritava di star sotto 2-0, ma è la legge del Var. Un rigore dubbio per fallo di mano di Buongiorno ha cambiato l’equilibrio della partita, portando gli azzurri a dover rincorrere più del dovuto. Quell’uno-due micidiale ha pesato sulla testa dei calciatori che hanno dovuto attendere l’intervallo, con annessa strigliata di Conte, per raddrizzare la situazione. E difatti, nella ripresa il Napoli è entrato in campo con un piglio diverso mostrando carattere e andando oltre la sensazione di aver subito un’ingiustizia. Il Verona ha fatto il suo gioco sporco, fa parte del calcio. Ma dopo aver imparato la lezione dei vecchi saggi, la banda di Conte ha giocato un tempo che può portarci a vedere il bicchiere mezzo pieno.


Sul 2-2 il mister è praticamente entrato in campo: un gesto plateale con la mano a far capire alla squadra che era ancora possibile ribaltarla totalmente. Poi una mano alla testa per sottolineare di usarla: la frenesia non serve. Il Napoli ci ha provato, ma gli ultimi 10 minuti, complice la stanchezza e un Verona praticamente perfetto, non hanno sortito gli effetti sperati. Quella reazione, però, lancia un chiaro segnale: la lezione è stata compresa e alla sfida con l’Inter ci si arriva in crescendo. È un passo falso che verrà messo alle spalle facilmente. Parlando dei singoli, l’uomo più atteso era Noa Lang: una prestazione sufficiente, ma era la sua serata e doveva fare di più. Questo ha portato a un pensiero comune tra i tifosi: “Ah se ci fosse stato Neres!”. E se ci fossero stati gli altri… Ebbene sì, sono partite come queste, che arrivano ravvicinate l’una all’altra, a far capire il peso che hanno avuto gli infortuni su questa prima parte di stagione del Napoli. In panchina solo portieri, difensori e qualche giovane. Ecco spiegato l’inserimento di Marianucci che poteva sembrare strano. Un simbolo. Ma il Verona è già alle spalle: ora il Napoli e Conte hanno capito la lezione dei vecchi saggi e del Var. Ora gli azzurri sanno ancor di più quanto sia importante la gara di San Siro. Il gesto di conte (testa ndr) sarà il mantra da qui a domenica: ora non si può sbagliare, Inter-Napoli ci darà un segnale importantissimo sulla stagione.

A cura di Giovanni Frezzetti

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