Sì, può sembrare un argomento noioso ma è la realtà dei fatti. Guardando le partite della squadra di Conte si capisce come le energie durante i 90 minuti siano stati l’ago della bilancia. Il carattere c’è sempre stato, la voglia di vincere anche: quello che è mancato al Napoli sono state le soluzioni per invertire la rotta all’interno delle tante gare disputate. Questo fa capire come l’undici titolare sia di livello e che quegli errori sul mercato non siano stati pienamente determinanti. Qualche calciatore non si è dimostrato all’altezza, ma ha anche, suo malgrado, dovuto giocare partite in momenti in cui non era ancora pronto. Insomma, un discorso lungo da affrontare che ci farebbe guardare al passato e non al futuro. Davanti, invece, c’è un obiettivo vicino, la Champions, ma che ancora deve essere raggiunto. Intanto, questa gara ci ha fatto capire che il progetto Conte è ancora vivo e che bisogna proseguire insieme. Le fondamenta sono state gettate e questa stagione sfortunata servirà solo a fortificare il gruppo. La squadra è forte: lo sanno i calciatori, lo sa il mister e anche il presidente e la dirigenza. Tutto questo sarà la benzina per l’anno del centenario in cui si celebrerà una società gloriosa che rappresenta un intero popolo. Anche ieri i tifosi sono stati vicini alla squadra: lo stadio non è un teatro (lo diceva anche uno striscione ndr) e in questo finale di stagione serve il famoso dodicesimo uomo in campo. Tutti insieme verso un unico obiettivo: lottare fino all’ultima gara perché quel Tricolore le altre se lo dovranno sudare. E dalla prossima stagione il Napoli tornerà a dire la sua: d’altronde De Laurentiis è un uomo di cinema e per i 100 anni del Ciuccio vorrà produrre un colossal hollywoodiano.
A cura di Giovanni Frezzetti
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