calcionapoli1926 editoriali Sembrava il giorno della marmotta, è diventato Rocky: il Napoli è follemente hollywoodiano

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Sembrava il giorno della marmotta, è diventato Rocky: il Napoli è follemente hollywoodiano

napoli torino
Sembra di rivedere sempre la stessa gara: si domina ma si soffre. Questa volta, però, gli azzurri l’hanno meritata e vinta con gli occhi della tigre
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 

Di forza e di cattiveria agonistica, il Napoli si sbarazza del Torino e lancia un segnale chiaro alle rivali: siamo ancora i campioni in carica e non abdicheremo facilmente fino all’ultima giornata. La testa della classifica è lontana, ma la fiammella, seppur flebile, non si è ancora spenta. Intanto, con questi tre punti gli azzurri danno una spallata alle inseguitrici per il posto Champions che si ritrovano ora con la pressione addosso di dover vincere. La partita sembrava “Ricomincio da capo” (il famoso film del giorno della marmotta) in cui la squadra si è ritrovata sull’1-0 e in continua ansia di subire il pareggio quando le energie iniziavano a venir meno. E sul finale, ancora una volta, il brivido c’è stato. Ma il Napoli ha questa volta si è trasformato in Rocky ed ha tirato fuori gli occhi della tigre. Un successo portato a casa con merito e che dimostra, ancora una volta, il carattere di questa squadra.

Sembrava il giorno della marmotta, è diventato Rocky: il Napoli è follemente hollywoodiano

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Una partita in cui il Napoli parte forte e dopo 6 minuti ha subito un’occasione ghiotta. Nell’azione successiva arriva il vantaggio con Alisson Santos che si sta prendendo sempre più la scena. La gara sembra in discesa ma il Toro non molla e reagisce con carattere. Un paio di fiammate mettono in apprensione la difesa azzurra, ma il Napoli è bravo poi a gestire ritmo ed energie. La ripresa si apre con un gradito ritorno: quello di Anguissa. Non vedeva il campo da mesi e la sua ritrovata presenza in campo si avverte subito. Dal recupero degli infortunati si scriverà il resto della storia della stagione azzurra. Intorno al 60’ ecco che arriva in causa il famoso “giorno della marmotta”: il Napoli, complice la sfortuna, non riesce a chiudere la partita e alla mente tornano i fantasmi delle sfide passate quando il risultato sembrava acquisito e invece è svanito sul finale. Ma questa volta il film cambia e diventa Rocky: non c’è Sylvester Stallone ma Elmas, l’unico azzurro senza infortuni in stagione. Il macedone segna da vero bomber e fissa il risultato sul 2-0. Il resto doveva essere spettacolo: su tutti il ritorno anche di De Bruyne. Il Maradona gli riserva un’accoglienza da brividi a testimoniare quanto la sua assenza si sia fatta sentire e abbia pesato sui risultati di questa stagione. Va tutto secondo i piani ma sempre con il brivido finale: Casadei la accorcia ma gli azzurri reggono. Ancora una volta siamo portati a fare una lecita riflessione: dove sarebbe il Napoli senza infortuni?


Sì, può sembrare un argomento noioso ma è la realtà dei fatti. Guardando le partite della squadra di Conte si capisce come le energie durante i 90 minuti siano stati l’ago della bilancia. Il carattere c’è sempre stato, la voglia di vincere anche: quello che è mancato al Napoli sono state le soluzioni per invertire la rotta all’interno delle tante gare disputate. Questo fa capire come l’undici titolare sia di livello e che quegli errori sul mercato non siano stati pienamente determinanti. Qualche calciatore non si è dimostrato all’altezza, ma ha anche, suo malgrado, dovuto giocare partite in momenti in cui non era ancora pronto. Insomma, un discorso lungo da affrontare che ci farebbe guardare al passato e non al futuro. Davanti, invece, c’è un obiettivo vicino, la Champions, ma che ancora deve essere raggiunto. Intanto, questa gara ci ha fatto capire che il progetto Conte è ancora vivo e che bisogna proseguire insieme. Le fondamenta sono state gettate e questa stagione sfortunata servirà solo a fortificare il gruppo. La squadra è forte: lo sanno i calciatori, lo sa il mister e anche il presidente e la dirigenza. Tutto questo sarà la benzina per l’anno del centenario in cui si celebrerà una società gloriosa che rappresenta un intero popolo. Anche ieri i tifosi sono stati vicini alla squadra: lo stadio non è un teatro (lo diceva anche uno striscione ndr) e in questo finale di stagione serve il famoso dodicesimo uomo in campo. Tutti insieme verso un unico obiettivo: lottare fino all’ultima gara perché quel Tricolore le altre se lo dovranno sudare. E dalla prossima stagione il Napoli tornerà a dire la sua: d’altronde De Laurentiis è un uomo di cinema e per i 100 anni del Ciuccio vorrà produrre un colossal hollywoodiano.

A cura di Giovanni Frezzetti

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