calcionapoli1926 editoriali “Stagione fallimentare anche in caso di Scudetto”: la ciclica narrazione faziosa e anti-Napoli

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“Stagione fallimentare anche in caso di Scudetto”: la ciclica narrazione faziosa e anti-Napoli

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La disparità di trattamento tra gli azzurri e le grandi del Nord è sotto gli occhi di tutti: i discorsi dell'ultima settimana post-eliminazione dalla Champions non sono altro che l'ennesima conferma
Redazione

Le principali tematiche a sfondo Napoli trattate nella settimana da poco archiviata sono state principalmente due: l'exploit di Antonio Vergara e l'uscita precoce dall'annuale edizione di UEFA Champions League, arrivata contro ogni pronostico già nella League Phase, in seguito alla debacle patita in rimonta per 2-3 mercoledì scorso contro il Chelseacampione del mondo in carica. Quest'ultimo evento, come spesso accade, ha fatto venir fuori una realtà tanto evidente quanto spiacevole: il differente trattamentoriservato al club di Fuorigrotta rispetto alle grandi potenze del Nord.

"Napoli in alto dà fastidio!", come cambia la narrazione del calcio italiano in base a chi è il protagonista della storia

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"L'eliminazione dall'ex Coppa dei Campioni è una ferita insanabile, vincere lo Scudetto non basterebbe a colmare un fallimento di tale portata": questo un esempio di analisi particolarmente diffusa e condivisa non solo tra i tifosi delle squadre rivali, ma anche fra gli addetti ai lavori in merito alla stagione azzurra. Prima parte del discorso inattaccabile, non vi è dubbio a riguardo, mentre la seconda ci lascia alquanto perplessi: come fa la conquista di un tricolore, appena il quinto nella storia di un club, nonché il terzo in quattro anni, ad avere una valenza così bassa? Specialmente considerando che si tratterebbe del secondo trofeo sollevato in una manciata di mesi dopo la Supercoppa vinta a dicembre in quel di Riyadh... La risposta, per quanto paradossale, è anche la più ovvia: quando si rompe un ingranaggio all'interno dell'ambiente partenopeo, i detrattori provano piacere al sol pensiero di poter mettere il dito nella piaga, sottolineare gli obiettivi mancati e riportare, almeno a voce, Napolilontano dall'élite del calcio italiano.


Se l'annata dei campani l'avesse disputata una tra la Juventus e le milanesi, la narrazione a quest'ora sarebbe ben diversa. Per dimostrare la suddetta tesi, prendiamo in esame la stagione 2020/21 di un'altra formazione allenata, tra l'altro, sempre da Antonio Conte: l'Inter del duo Lukaku-Lautaro. Quell'anno i nerazzurri salutarono la Champions League, ancora non aggiornata alla nuova formula, dopo la fase a gironi in virtù di un ultimo posto nel Gruppo B completato, oltre dal Real Madrid, da una coppia di squadra tutt'altro che irresistibili quali Shakhtar Donetsk e Borussia Monchengladbach. Successivamente, essi dominarono il campionato di Serie A ponendo in bacheca il 19° Scudetto: a memoria, ricordate un qualunque che osò anche solo accennare alla parola "fallimento"? A noi, personalmente, non risulta; e sottolineiamo come persino l'obiettivo Coppa Italia sfumò in semifinale contro l'allora Vecchia Signora targata "Andrea Pirlo".

Morale della favola: il sacro triumvirato del Settentrione gode di una protezionea livello nazional-popolare che alla massima rappresentante del Meridione, a quanto pare, non spetta. Una pioggia di pareri faziosi e totalmente privi di onestà intellettuale, i quali finiscono per mancare di rispetto sia a una figura dal palmares invidiabile come mister Conte, che all'attuale direttore sportivo azzurro, ovvero Giovanni Manna: di errori ne hanno commessi, lungi da noi fare i bastian contrari poiché di parte, ma al contempo un paio di titoli alle pendici del Vesuvio li hanno portati. Senza dimenticare affari di mercato rivelatisi ottime intuizioni: Alessandro Buongiorno, Leonardo Spinazzola, Scott McTominay, David Neres, Romelu Lukaku e dulcis in fundo, Rasmus Hojlund. Come si suol dire in certi casi: "Ride bene chi ride ultimo"; e non immaginiamo la reazione di determinati personaggi se a ridere di gusto al triplice fischio del campionato corrente fosse Napoli.

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