Prima Elmas (pare per influenza, nulla di grave ndr), poi Politano e Rrahmani: ancora dei ko che fanno rabbia. Anche Stellini nel post partita ha lanciato l’allarme: servono subito calciatori. Martedì si va a Copenaghen a giocarsi una gara di Champions da dentro o fuori totalmente rimaneggiati. Non il sogno che si sperava di vivere dopo il quarto scudetto. L’interrogativo è aperto: solo sfortuna o preparazione atletica sbagliata? Verrebbe da dire un mix di cose. Certamente qualche errore da Conte e dal suo staff è stato commesso, ma l’entità degli infortuni e la loro cadenza lasciano pensare anche a un accanimento del fato. Troppe partite ravvicinate e la squadra sembra non aver retto. Eppure è lì, tra le prima in campionato, con la vittoria della Supercoppa, ed ancora in corsa in Coppa Italia e in Champions. Com'è possibile? La risposta è nel titolo: non storcete il naso per il corto muso, per il poco gioco, in questa fase conta vincere e il Napoli lo fa con l’anima. Ormai è risaputo: Conte ha trasmesso a questa squadra lo spirito di sacrificio. Hanno sempre dato tutto e sono state poche le sconfitte che si possono associare a delle disfatte. Ora quella sofferenza dovrà essere davanti agli occhi degli azzurri: le prossime partite sono troppo importanti, non si può fallire. Tutti insieme, tutti a fare quadrato intorno alle difficoltà. La rotta si può invertire: stringiamo i denti e sudiamo la maglia, Napoli merita l’impegno e la dedizione che questa squadra ci sta mettendo in ogni partita.
A cura di Giovanni Frezzetti
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