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editoriali
Un punto che spegne le speranze scudetto ma che permette al Napoli di tenere a distanza le rivali per il quarto posto. Una situazione che lascia l’amaro in bocca ma che era chiara già da tempo ed è stata confermata dopo Inter-Juve. Lo scudetto è stato indirizzato al Nord, più precisamente verso Milano. Un -11 difficilmente colmabile per la squadra di Conte e, forse, solo quella di Allegri può ancora sperare. Già nel pre gara al Maradona c’era rassegnazione ma consapevolezza di ciò che il Napoli sta facendo: contro ogni difficoltà sta lottando e sudando la maglia partita dopo partita. Ora è tempo di guardarsi alle spalle, di essere realistici: non si può più difendere quel tricolore sul petto, ma bisogna categoricamente arrivare tra le prime quattro per qualificarsi alla prossima Champions.
“Non sappiamo quale sarà il nostro destino, ma fino alla fine vi saremo vicino… nonostante le tante difficoltà, state onorando maglia e città”: è chiaro il messaggio dei tifosi espresso attraverso lo striscione esposto dalla Curva B prima dell’inizio del match. Ed effettivamente da sempre elogiamo il coraggio, la voglia e la determinazione di questo Napoli nonostante l’emergenza infortuni senza paragoni. Contro la Roma c’è stata l’ennesima dimostrazione: un po’ di alti e bassi durante la partita a causa della forma fisica, ma tanto impegno e voglia di vincere. La squadra di Conte non si è mai arresa e per ben due volte ha recuperato quella di Gasperini. Una partita che parte forte da entrambe le parti ma la Roma è brava ad approfittare di un buco difensivo per portarsi avanti dopo pochi minuti. La reazione è timida, il Napoli sembra senza forze. Serve un lampo di Spinazzola per riprenderla prima della fine del primo tempo, un gol che sembra dare nuova linfa agli azzurri. E difatti, nella ripresa la squadra entra con un altro piglio, con la voglia di provare a vincerla per giocarsi le ultime chance scudetto. Ma un’altra disattenzione è dietro l’angolo, così come un altro infortunio. Rrahmani prova a rimediare a un buco difensivo ma cede, si fa male e frana su Wesley. Rigore per la Roma. Malen è freddo e sigla la doppietta consacrando una buona prestazione. Il Napoli non molla, Conte cambia e proprio dalla panchina arriva il lampo di Alisson Santos che riporta la partita in parità. Negli ultimi minuti gli azzurri possono anche vincerla ma alla fine arriva un pareggio che non è da buttare, anzi tutt’altro.
Qui entra in gioco il discorso dello scudetto “indirizzato” al Nord. L’episodio Bastoni-Kalulu che ha deciso Inter-Juve ha pesato sulla testa del Napoli. Il -12 appariva come un miraggio, un qualcosa di irrecuperabile. Ed effettivamente è così, anche lo stesso Conte ha dato l’impressione di guardarsi più alle spalle piuttosto che alla vetta. Il cambio con l’ingresso di Mazzocchi dopo il 2-2 è il simbolo di un giustificato timore di perdere la partita. Ebbene, è arrivato il momento di guardarsi alle spalle perché la qualificazione alla prossima Champions è l’elemento fondamentale per non bollare la stagione come deludente. Il Napoli ora è a +3 sulla Roma, con il vantaggio degli scontri diretti, ed è a +4 sulla Juve dell’ex Spalletti. Una situazione che, visti i 38 infortuni stagionali (lista allungata da Rrahmani), sembra oro colato. L’Inter non sembra mollare e, al di là di arbitri e Var piuttosto scadenti, la risalita è veramente impossibile. Quindi è giusto così, Conte conserva il 2-2 e guarda al futuro e non allo scudetto. Il futuro si chiama centenario, il Napoli spegnerà 100 candeline. Un anno storico che vede la qualificazione alla Champions come un elemento troppo importante. Nella testa siamo certi sia scattata questa scintilla: deve essere una stagione storica e ora va progettato il futuro. Non significa arrendersi, significa guardare la realtà. Il Napoli lo scudetto lo ha difeso con le unghie e con i denti ma una serie di circostanze sfortunate hanno fatto sì che abdicasse già a febbraio. Nulla di cui vergognarsi visto che l’ultimo post scudetto ha visto un disastroso decimo posto e tre allenatori in una stagione. Ora no, si fa quadrato intorno a Conte e si lotta nelle difficoltà. Rimettiamo i piedi per terra: una Supercoppa e un piazzamento nelle prime quattro non saranno un fallimento. Il futuro si chiama centenario, si chiama progetto Conte-Napoli. Le basi ci sono, ora serve non sfaldare tutto. Guardiamoci alle spalle per guardare al futuro: la squadra lo sa, lotta e lotterà per un intero popolo che merita di sognare ma che ora è felice di accontentarsi di vedere la maglia sudata alla fine di ogni partita.
A cura di Giovanni Frezzetti
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