calcionapoli1926 editoriali Cuesta come Rocco, le maledizioni del Var e del gol: Napoli-Parma, un dramma già visto

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Cuesta come Rocco, le maledizioni del Var e del gol: Napoli-Parma, un dramma già visto

Cuesta come Rocco, le maledizioni del Var e del gol: Napoli-Parma, un dramma già visto - immagine 1
Un film già visto troppe volte durante la stagione: gli azzurri deludono, la sfortuna fa il suo. Ora basta altalene, arriva il momento più importante della stagione
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 

Ancora un pari con una piccola, ancora problemi a far gol: un’involuzione per il Napoli che, dopo la delusione col Verona, intervallata dalla brillante prestazione con l’Inter, torna ai soliti problemi che potrebbero compromettere la corsa al sogno scudetto. Sembra un’analisi disfattista, ma è la realtà dei fatti: l’abbiamo detto col Verona, in campo ci sono anche gli avversari ma quando sei la più forte devi imporre la tua supremazia. Insomma, un film (drammatico) già visto in cui i protagonisti sono stati Cuesta in versione Nereo Rocco, un Parma arroccato, un Var che annulla per fuorigioco millimetrico, il problema del gol e un Napoli ingabbiato come Conte.

Cuesta come Rocco, la maledizione del Var e del gol: Napoli-Parma, un dramma già visto

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La partita perfetta al Maradona l’ha fatto il Parma: tutti dietro, qualche squillo, e un po’ di melina per innervosire il Napoli. Di mezzo c’è stato Rinaldi, giovane portiere al debutto, che si è aggiudicato l’MVP. Cuesta si è trasformato nel maestro Nereo Rocco ed ha messo su un catenaccio vecchio stile che ha dato i suoi frutti. Eppure il Napoli era partito bene con lo spirito di chi aveva capito l’importanza della partita. McTominay ne aveva incarnato pienamente il concetto con quel gol entrando in porta col pallone: rabbia e cattiveria di una squadra falcidiata degli infortuni. Un gesto che testimonia come Scott abbia preso per mano la squadra da quel gol a San Siro. Le qualità tecniche sono indiscusse, ma la cosa che salta all’occhio è che lo scozzese si è eletto, con ragion d’essere, a leader in campo del Napoli. Una speranza per il futuro e ieri sera era stato nuovamente decisivo. Poi è arrivato il Var e qui potremmo aprire un dibattito fiume. Un fuorigioco millimetrico che rovina un po’ il senso e il gioco del calcio. È davvero necessario andare a spaccare il capello? Non lo sappiamo: sicuramente c’è bisogno di un dibattito che metta a punto il protocollo Var troppo spesso interpretato a piacimento degli arbitri. C’è anche una componente sfortuna in queste gare, va detto. Un po’ come per gli infortuni, il caso rovina ciò che doveva andare in un modo e invece va in un altro.


Il Parma è stato schiacciato per 30 minuti e ha messo timidamente la testa nella metà campo del Napoli soltanto nei minuti finali del primo tempo. Poi nella ripresa un calo inspiegabile: ci prova Conte col triplo cambio ma nulla. Addirittura in avanti si butta anche Rrahmani che sfiora il gol. Ecco, un altro simbolo della voglia e dell’impegno della squadra che non è stato mai messo in discussione. Anche Vergara entra bene e ci mette personalità e qualità: un raggio di luce in una serata buia per il Napoli ingabbiato come il suo allenatore. Conte, squalificato, era incontenibile nel box: è bastato sbirciare un attimo per vederlo disperarsi e soffrire per la sua squadra. La disperazione è sicuramente legata al timore di una possibile involuzione del Napoli: questo 0-0, dopo il 2-2 col Verona, riporta alla mente un dramma già visto, quello dei due 0-0 con Como ed Eintracht. Due partite in cui si parlava di solidità difensiva ritrovata ma in cui si è aperto il caso “mal di gol”. Insomma, non si riesce ad avere una linearità nel gioco e nei risultati che ad oggi ha portato il Napoli a -6 dalla vetta. C’è chi già ha fatto il funerale, sbagliando: ma sicuramente bisogna porsi qualche domanda. Questi risultati altalenanti sono correlati solo agli infortuni? Lo scopriremo quando torneranno i calciatori fermi ai box. Ora bisogna abbassare la testa, spezzare maledizioni e iatture, lavorare per il mese più importante della stagione. Dopo il Sassuolo, ci sono Copenaghen e Chelsea decisive per la Champions, di mezzo la Juve, poi Fiorentina e Genoa e i quarti di Coppa Italia. Insomma, ci si gioca tutto. Conte lo sa e riflette su nuove soluzioni: il Napoli deve dare fastidio fino alla fine. Basta film drammatici, i tifosi vogliono sognare ancora e non vedere più spettacoli che rendono buie le serate al Maradona.

A cura di Giovanni Frezzetti

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