calcionapoli1926 editoriali Il Milan è come i veggenti danteschi! Il Napoli risponde a una domanda “sorrentiniana”

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Il Milan è come i veggenti danteschi! Il Napoli risponde a una domanda “sorrentiniana”

Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 
Il futuro si costruisce così: mostrando agli altri che questo progetto è ancora vincente

Napoli secondo, e chi l’avrebbe detto solo due mesi fa: una stagione falcidiata dagli infortuni in cui gli azzurri non hanno potuto difendere come avrebbero voluto il Tricolore. Eppure ecco che il ruolino di marcia delle ultime settimane e la vittoria sul Milan hanno cambiato tutto: peccato che l’Inter corra troppo e che la rimonta appaia impossibile. Troppa la distanza da colmare per le gare rimaste con i nerazzurri che dovrebbero praticamente suicidarsi per perdere il Tricolore. Ecco perché difendere questo secondo posto varrebbe uno scudetto: dopo un’annata con qualche ombra e con un altro trofeo, ora bisogna gettare le basi per il futuro ripartendo dal secondo gradino del podio. Il futuro si costruisce così: mostrando agli altri che questo progetto è ancora vincente.

Il Napoli trasforma il Milan nei veggenti danteschi: è un secondo posto che vale uno scudetto

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Il Napoli costringe il Milan a diventare come i veggenti dell’Inferno di Dante: costretti a guardarsi dietro, con il volto girato. La squadra di Allegri è stata l’anti Inter per tutta la stagione e ora si ritrova con il rischio di essere risucchiata. Lo si evince dalla gara, all’inizio regna la paura da entrambe le parti con le squadre che provano a giocare di rimessa. La qualità la si vede nel duello Modric e De Bruyne, la delizia migliore della partita. Il Napoli ci prova con Spinazzola, il Milan si difende e punge ben poco. A inizio ripresa Giovane è on fire e gli azzurri provano a mettere le cose in chiaro. È palese che la partita verrà decisa da una giocata: ci pensano Santos e Politano che segna un gol pesantissimo. La vince Conte coi cambi, Allegri tarda a inserire Pulisic e Leao e paga dazio. Il Napoli la gestisce bene dopo il vantaggio e mostra di essere cresciuto e maturato nelle difficoltà. Proprio quelle difficoltà che fanno gridare vendetta. Dopo un anno costellato dagli infortuni, ma nonostante tutto gli azzurri sono lì a difendere lo scudetto fino all’ultima giornata. Non è la partita in sé a dare questi spunti di riflessione ma ciò che ne è emerso: Napoli secondo con un gruppone alle spalle che ha scavalcato o allontanato gara dopo gara.

Senza voler entrare nelle pieghe degli errori arbitrali, degli infortuni e della sfortuna, basta analizzare lucidamente dove si trova ora il Napoli. È lì, secondo, nonostante tutto. È chiaro che alla mente viene una domanda sorrentiniana: a cosa stai pensando? Parthenope nel film è rincorsa da questa domanda, così come lo siamo noi addetti ai lavori e ai tifosi. L’assenza di Hojlund e rivedere De Bruyne in campo, sono forse le risposte a questa domanda: stiamo pensando a un Napoli al completo che, certamente, avrebbe fatto qualcosa in più in Champions e si troverebbe a meno distanza dall’Inter, proprio come lo scorso anno. È chiaro che di certo non c’è nulla, ma un occhio felino si renderebbe conto delle mancanze avute da agosto ad oggi. Ma già non è più tempo di rimuginare, si guardi avanti. Questo secondo posto vale come uno scudetto quest’anno e come uno per il futuro. Il motivo sono le basi solide su cui poggia il progetto, da Conte ai calciatori c’è certezza di avere uomini forti (altra citazione doverosa ndr). Ora serve la famosa calma olimpica e in queste 7 partite in cui si può mettere pressione davanti e allontanare ancora di più le squadre dietro. Come ha detto Conte nel post partita, poi ci si siederà a tavolino e si capirà cosa può fare di più questa squadra. Andranno fatte scelte ponderate e lavati in famiglia tutti i panni sporchi. Non è più tempo di essere veggenti danteschi, lasciamolo al Milan: va solo continuato ciò che di magnifico è nato 3 anni fa, tra ostacoli e picconamenti, che dà risposte all’altra domanda sorrentiniana: sì, si può essere felici nella città più bella del mondo.

A cura di Giovanni Frezzetti

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