01:30 min

editoriali

Tra i vicoli di Napoli, le voci di una città in attesa. Ma soffia un vento nuovo sul Golfo

Emanuela Castelli

E' tutta n'ata storia

Napoli-Juve è nell'aria: si respira tra i vicoli che degradano rapidi e malinconici verso il mare, si respira tra il suono delle catene delle biciclette degli scugnizzi tra i bassi, nei café chic dove professionisti e uomini d'affari sorseggiano la loro bevanda calda tra il trillo del cellulare e una mail che conferma un appuntamento importante.

Napoli-Juve è il sapore di una sfida storica

—  

E' il racconto mitologico di Davide che sfida Golia. E' voglia di riscatto e di autoaffermazione. E' storia che si intreccia all'humus culturale di questa città, alla perenne ricerca di una sublimazione estetica che pure la Natura generosamente le ha concesso. Napoli-Juve è voglia di battere il più forte di tutti, quello che - in un modo o nell'altro - è sempre lassù. Ma QUESTO Napoli-Juve ha qualche connotazione diversa, che risiede nei gangli più nascosti della mente e dell'anima partenopee. Quest'anno, qualcosa è cambiato: e non è la consapevolezza di avere una rosa forte. Non è il primo posto in classifica con 7 punti di vantaggio proprio sui bianconeri (anche se quelli aiutano parecchio a dormire sonno relativamente tranquilli!). Non è nemmeno l'inizio horror della Vecchia Signora, perché che si sarebbe ripresa - sotto sotto - lo immaginavano in tanti. A fare la differenza, quest'anno, è un senso di maturità diverso. Qualcosa che, a queste latitudini, non si era mai vissuto, almeno non in questo modo. A Napoli si parla del match di domani sera. Se ne parla da giorni, quasi ininterrottamente. Ma, passeggiando tra i vicoli e le piazze incantevoli di questa città, si sente qualcuno dire "Ma pure se perdiamo, siamo sempre sopra". Qualcuno gli fa eco: "Non è la partita della vita, ce ne sono tante altre dopo". E poi qualcun altro, laconico: "Simmo cchiù forti...ma l'avete visto comme jocano, chilli llà, 'o pallone?". Una sentenza: saggezza popolare che, pur senza vestirsi a festa, sempre saggezza resta. Perché è vero: tra Juve e Napoli non c'è partita, a livello di gioco. La Juve si affida a una difesa granitica, fa stancare l'avversario e affonda il colpo grazie alle rapide ripartenze dei suoi talenti. Non è un caso che vinca spesso nei minuti finali. Il Napoli crea, costruisce, ricama, incanta, con un gioco corale che conquista ed appassiona. Ma, quest'anno, Inter a parte, è stato in grado di vincere anche quando non ha brillato: sciorina bel gioco ma non ne dipende. I tifosi lo sanno, sentono un vento nuovo, caldo, avvolgente. Ha il sapore di una nuova consapevolezza. Di un tassello che completa il puzzle che da tanti anni stai provando a costruire. Passo dopo passo. Pezzo dopo pezzo. Il quadro lo si ultimerà, insieme. Se non è crescita, questa...