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Un dilemma da risolvere

Per spiccare il volo: il Napoli ha bisogno delle reti dei suoi esterni offensivi

 (Photo by SSC NAPOLI via Getty Images)

Una rivoluzione necessaria

Enrico Esposito

Come ha detto Spalletti nel post-Empoli, la sfida di domani contro il Milan potrebbe essere l'occasione di ripresa per il suo Napoli. Gli azzurri non vincono da quattro turni, dal 4-0 alla Lazio di fine novembre, e hanno assolutamente bisogno di rialzarsi in classifica. L'Inter si è trasformata in poche settimane da inseguitrice a battistrada e l'Atalanta, grazie anche alla vittoria nello scontro diretto, ha superato a sua volta i partenopei. Lo scorso marzo la gara di San Siro fu decisa da una bella rete di Politano su assistenza di Insigne decretando un 0-1 finale importantissimo. Al Napoli versione 2021-2022 servirebbero tantissimi gli acuti da parte dei suoi esterni d'attacco, straordinari nella gestione Gattuso, deficitari finora nel nuovo corso Spalletti. Il big-match di domenica  rappresenterà finalmente l'occasione per invertire il trend?

Il Napoli ha le ali "mozzate"

 (Getty Images)

Sette. No, non è un numero magico e nemmeno un simbolo. Sette è invece il bottino finora messo insieme in campionato dal pacchetto degli esterni offensivi del Napoli. Se in Europa League hanno segnato davvero tutti, compresi Elmas e Ounas, l'andamento in Serie A ha invece deluso molto le aspettative soprattutto visti i numeri eccezionali della passata stagione.

Lorenzo Insigne ha realizzato quattro gol tutti su rigore, senza riuscire ancora a mettere la sua firma con un gol su azione. Hirving Lozano ha siglato due reti ormai oltre due mesi fa: la prima nel 4-0 sull'Udinese del 20 settembre, la seconda invece per il momentaneo pareggio in casa della Fiorentina del 3 ottobre. Matteo Politano invece si è fermato al gol da opportunista contro la Juve che era valso l'1-1 prima del sorpasso definitivo con Koulibaly (11 settembre). Elmas non ha ancora colpito in quel ruolo, mentre Ounas ha giocato più di uno spezzone soltanto domenica scorsa.

Un deficit pesante per la squadra azzurra che la scorsa annata aveva goduto delle prestazioni eccellente delle ali in assenza e in attesa di Victor Osimhen. Politano aveva realizzato nove reti distribuendole lungo il corso di tutto il torneo. Per Lozano lo score a fine stagione segnava undici gol, con un inizio sprint condito da due doppiette e un girone di ritorno invece travagliato a causa di problemi fisici. Il capitano poi, Lorenzo Insigne, era stato il grande trascinatore e bomber con ben diciannove gioie personali e per la squadra, stabilendo il suo record in massima serie. Insomma un rovescio della medaglia evidente e ingombrante se vogliamo, sul quale Luciano Spalletti sta sicuramente lavorando al meglio per aggiustare "il tiro". Viene da dire proprio così pensando alla quantità industriale di conclusioni sfornate contro l'Empoli ma anche nelle gare precedenti.

Una vertigine da superare

Al di là delle difficoltà incontrate nelle ultime tre partite a causa dei tanti infortuni, il Napoli non è apparso carente nella sua fase d'attacco. Gli azzurri hanno segnato due volte contro Sassuolo e Atalanta, restando a secco soltanto al Maradona domenica scorsa. Nei casi citati ci hanno pensato Mertens e Zielinski a trovare la via del gol con una continuità eccezionale esplosa dalla trasferta contro l'Inter. Se aggiungiamo la rete di Fabian che ha sancito il 4-0 ai biancocelesti osserviamo come le vie centrali del campo abbiano costituito la miniera d'oro azzurra delle settimane recenti ma anche dei mesi scorsi. Prima del suo stop, era infatti Osimhen non solo il punto di riferimento ma anche il principale marcatore della squadra. Negli impianti di gioco spallettiano gli esterni d'attacco hanno badato più a servire assist ai compagni con grande profitto piuttosto che a tentare la giocata personale.

Al netto delle tante varianti di gioco portate dal tecnico di Certaldo, come l'accentramento di Mario Rui in mezzo al campo, sembra che a questo Napoli manchi solo la ciliegina. Aspettando il recupero di giocatori fondamentali per la retroguardia come il Comandante Kalidou, le ali offensive hanno il compito di dare una mano significativa in fase realizzativa. Come è accaduto con l'Empoli, potranno capitare giornate no per Zielinski e Mertens, durante la quale Insigne e soci dovranno garantire il loro supporto concreto.

Più che da una prospettiva di gioco, la motivazione appare legata in maniera più banale a uno step caratteriale. Maggiore iniziativa, coraggio, personalità è ciò che manca a Lozano e Politano rispetto a qualche mese fa, come allo stesso Ounas. Tuttavia proprio la sfortunata sconfitta ad opera dell'Empoli mostra in se i semi di un cambiamento. Insigne si è mosso bene effettuando due tiri verso la porta di Vicario. Lozano a destra ha corso tanto e sfiorato anche il gol. Ounas ha espresso verve per i 90 anche se peccando a volte nei dribbling. Politano è entrato bene, regalando sprazzi della sua inventiva.

Lo step finale

Segnali di una condizione fisica in miglioramento dopo i guai fisici che hanno colpito e stanno colpendo tutta la batteria degli esterni. Lo step che presto potrebbe arrivare si chiama recupero completo e può coincidere con un altro di rilievo capitale per il cammino del Napoli in questo campionato. Assicurarsi una dose di reti regolare da parte dei padroni delle fasce offensive la squadra azzurra avrà la possibilità di rimanere seriamente in lotta per lo Scudetto. Bisogna alzare il livello per competere con i Campioni in carica, fronteggiare la macchina da guerra di Gasperini e il Milan delle speranze. Proprio contro i rossoneri il colpaccio diventa quasi un imperativo guardando gli impegni e ancor di più lo stato di forma delle altre due rivali. In questo momento di penuria di risultati un'altra penuria potrebbe risolversi per interrompere la prima. Per tornare a volare l'angelo azzurro reclama le sue ali fluttuanti.

A cura di Enrico Esposito 

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