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editoriali
Ancora una volta il Napoli si stava confermando specialista nella corsa ad ostacoli: solo i rigori si sono frapposti tra gli azzurri e uno stoico raggiungimento della semifinale di Coppa Italia. Ancora una volta gli episodi condannano il Napoli: ma se i tiri dagli undici metri sono una lotteria, non lo sono di certo le decisioni arbitrali. “Rocchi deve migliorare gli arbitri”, ha tuonato Conte nel post partita. A giusta ragione il tecnico ha lanciato un chiaro segnale nella speranza che le sue parole risuonino a Coverciano, sede degli allenamenti dei direttori di gara. Non per il Napoli, ma per il calcio tutto. Ieri hanno pagato gli azzurri, domani, si spera, toccherà agli altri così da smuovere le coscienze ed intervenire una volta e per tutte sull’intera classe arbitrale.
Riesce difficile commentare un Napoli-Como quando manca una doppia ammonizione a Ramon che avrebbe cambiato la partita. Quel volpone di Fabregas lo ha capito, sostituito così il suo calciatore. Non si vuole fare i tifosi o paventare un possibile sistema, ma è chiaro che qualcosa della classe arbitrale vada rivista. Una partita in cui il Como voleva mettere le cose in chiaro dopo un minuto, ma che il Napoli aveva orientato a suo favore. Solo il rigore su una sciocchezza di Olivera ne stava cambiando le sorti. Unico momento positivo per i lariani che hanno passato il resto della partita ad incassare colpi. Ancora una volta è il fenomeno Vergara a riportare la gara in parità nella ripresa, emblema di una riscossa e reazione del Napoli. Gli azzurri entrano con un altro piglio confermando di poter aggredire la gara. Una prova di supremazia con un’azione deliziosa, iniziata da Hojlund (assist sublime) e terminata dal talento azzurro, che spaventa il Como. Conte è di nuovo in versione Blade Runner sotto la pioggia e la squadra sente che è il momento di colpire. Il triplo cambio offensivo sembra dare la scossa, ma qui arriva l’episodio della manca espulsione che stravolge tutto e innervosisce la squadra. Ancora una volta ci si sente puniti. A completare l’opera la lotteria dei rigori che sa di beffa dopo un secondo tempo in cui il Napoli costruisce e si rende pericoloso fallendo però l’appuntamento col gol. È chiaro che a fine gara tornano alla mente infortuni e decisioni arbitrali, quasi a sottolineare come questa stagione sia un susseguirsi di episodi negativi.
E allora, ancora una volta, ci ritroviamo a parlare delle assenze che portano all’eliminazione del Napoli da un’altra competizione. Ma dall’altro lato andrebbe aperto un lungo discorso sul Var, i protocolli e gli arbitri. Una difformità di giudizio che fa male al calcio e ai tifosi creando una continua confusione. La squadra, ancora una volta, esce tra gli applausi nonostante l’amore in bocca e il sapore della beffa. La Coppa Italia era un obiettivo dopo l’eliminazione dalla Champions ma ora ci si ritrova a dover puntare solo al campionato con quel -9 dall’Inter cerchiato in rosso. La fiducia, nonostante tutte le avversità, non ha mai abbandonato l’ambiente: i tifosi ci credono. Conte sorride amaro quando gli chiedono di scudetto e infortuni. Effettivamente c’è poco da dire. La strada davanti al Napoli è una salita ripida e impervia, ma questa squadra ha dimostrato che anche nelle difficoltà più grandi non si arrende, anzi tira fuori il meglio di sé. Questo però non basta: ad oggi si ripensa e si riparla solo di arbitri. Non è polemica né piangeria: è voglia di un calcio giusto. Allora si rifletta, le parole di Conte e le immagini degli episodi della partita siano da monito per gli uomini a Coverciano. Ora si guardi avanti, lo faccia il Napoli ma anche il sistema calcio. Dal campo si esce a testa alta ma con la consapevolezza e l’amarezza che questa stagione poteva andare diversamente. Nulla è scritto, ma la corsa è ad ostacoli e il Napoli dovrà saltarne molti per arrivare all’obiettivo finale.
A cura di Giovanni Frezzetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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