"Troppo passivi e leggerini": Allegri ha sintetizzato tutti i problemi del Napoli (e non è esente da colpe)
Frustrante: agg. [part. pres. di frustrare] – Che provoca frustrazione: un’esperienza f.; condizione, evento f., che impedisce od ostacola il soddisfacimento di bisogni e desiderî.
Questa la definizione attribuita dalla Treccani al termine che meglio riassume le emozioni provate dai tifosi del Napoli, oltre che da Massimiliano Allegri, al triplice fischio della battaglia perduta nel tardo pomeriggio di ieri contro il Como targato "Cesc Fabregas". Perché per quanto si stia parlando, a tratti con ragione, di "lezione di calcio" impartita dai lariani alla compagine di Fuorigrotta, ai punti probabilmente gli azzurri non avrebbero meritato di perdere: gli xG giocano in favore dei padroni di casa (1.35 vs 1.02, dati One Football); e ad onor di cronaca, quelli prodotti dal Como sono stati una gentilissima cortesia messa educatamente in atto dalla "banda 'Max'". La sensazione che traspare a mente fredda è limpida: il Napoli di fronte aveva certamente un avversario forte e in grado di mutare assetto da offensivo a difensivo in base al momento della partita, ma non impossibile da battere; e Allegri è il primo a saperlo.
WhatsApp Image 2026-08-30 at 23.39.08
Una solidità di reparto da creare, un gruppetto da (ri)motivare e due decisioni scellerate da non prendere in futuro: il KO col Como ha fatto venire a galla tutte le criticità del Napoli di Allegri
"I ragazzi devono imparare che, quando difendiamo, bisogna essere più cattivi e attenti. Oggi abbiamo regalato due gol agli avversari, potevamo e dovevamo fare meglio in quelle situazioni. Quando difendiamo in alcuni momenti della partita, siamo fin troppo leggerini. [...] Siamo stati passivi, in 20" non si possono concedere due occasioni e un calcio d'angolo: è qui che facciamo fatica e dove dobbiamo migliorare".
Parole pronunciate dal tecnico toscano nel post-gara ai microfoni di Dazn tramite le quali risulta chiara la bocciatura dell'intero reparto arretrato. Sugli scudi (in negativo) le prestazioni offerte da Mathias Olivera e Rafa Marin: il primo in costante apnea nel duello con Assane Diao e autore di una lettura errata che ha portato all'1-0 lombardo, il secondo ancora incapace dopo Genova di dare una reale mano ai compagni di retroguardia. Infine, meno citiamo il disastro condiviso dallo spagnolo, da Zambo Anguissa e da Amir Rrahmani in occasione della distruzione (perché di questo si tratta) dal basso che ha generato il 2-1 firmato, per modo di dire, "Martin Baturina" e meglio è.
Anzi, sarebbe meglio, poiché purtroppo c'è necessità di farlo al fine di trattare un secondo punto: l'essere "leggerini", per citare il discorso del mister, del gruppo di veterani della rosa campana. La prova disputata non solo da Frank, ma pure dai vari Di Lorenzo, Spinazzola, Politano e, in determinati frangenti, Lobotka ci obbliga a riflettere nuovamente su quanto sia convenuto a De Laurentiis & co non attuare una rivoluzione e svecchiare l'organico vendendo calciatori giunti alla fine di un ciclo indubbiamente vincente, ma pur sempre concluso, già durante la finestra estiva di questa stagione. L'eredità più pesante che Allegri dovrà raccogliere da Antonio Conte, al sorgere di settembre è questa: riuscire a motivare e a mantenere sul pezzo giocatori forse sazi e appagati.
Tuttavia, l'ex Juventus e Milan dovrà in primis correggere il tiro su sbagli, per non chiamarli peccati da egli commessi consapevolmente nonostante le risposte ricevute sabato scorso dal rettangolo verde di Marassi. Punto A, Kevin De Bruyne non deve sedersi in panchina ed essere utilizzato nelle vesti di "game changer", ma orchestrare la manovra del Napoli dal 1° minuto. La sua fantasia, in un team che, complici magari le gambe pesanti di inizio stagione, ne pecca enormemente, serve come il caffè a prima mattina, specialmente a un Rasmus Hojlund che alla mezz'ora spaccata ha evidenziato per l'ennesima volta un vero "segreto di Pulcinella": se messo nelle condizioni di agire da '9' puro, gli basta anche un unico pallone per incidere sul destino degli incontri. Punto B, la qualità calcistica di Antonio Vergara da Frattaminore merita spazio e, concentrandoci nello specifico sul match con il Como, non può in alcuno scenario essere spettatrice per 90', soprattutto non per questa versione di Politano.
Fare il funerale a una squadra, per di più quella del proprio cuore, al 30 di agosto, quando sono passate agli archivi soltanto due giornate di campionato, è da haters a priori dell'uomo che oggi ricopre il ruolo di Capitano della nave, non ci piove. Premesso ciò, porre la lente su problematiche da matita blu significa essere previdenti, in particolare alla vigilia di un mese nel quale sono programmate sfide, nell'ordine in cui vengono scritte, con Inter, Arsenal, Bologna e Fiorentina.
A cura di Alex Iozzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA