Le parole in conferenza stampa del coach azzurro, verità o strategia
13 uomini a disposizione, una Champions da salvare e un Napoli con le spalle al muro
Il Napoli Basket vince la sesta partita consecutiva in EuroCup volando in solitaria al primo posto del girone C. Ottima partita degli uomini di Repesa che però, nella conferenza stampa post-partita, ha avuto da ridire sull'approccio dei suoi alla gara.
Le dichiarazioni di Coach Jasmin Repesa
“Non sono contento di come i miei ragazzi hanno approcciato alla partita, l'avevamo preparata su tre aspetti principali. Sapevamo che amano tirare nei primi secondi dell’azione e dovevamo subito limitare i loro rimbalzi offensivi, non so perché non abbiamo iniziato subito bene come fatto poi nel terzo quarto. Ancora una volta sono qui a dire che dobbiamo giocare meglio, dobbiamo essere più concreti e duri, non posso sempre far giocare White da pivot quando ne ho tre a disposizione, il recupero mentale è responsabilità anche dei singoli. Altra cosa è il recupero fisico, lo staff tecnico e medico possono fare sicuramente meglio. Anche ogni volta che andiamo in palestra dobbiamo essere concentrati. La concentrazione, l’atteggiamento, la presenza mentale sui 40 minuti non si impara. Trento stasera ci ha messo in difficoltà, perché sono più atletici e veloci di noi. Se non si crea vantaggio dinamico andiamo in difficoltà. Io voglio vincere, faccio di tutto per vincere. Mi aspettavo un 12-0 arrivato a questo punto della stagione, non siamo forti come dicono ma lavoriamo sempre per vincere”.
Parole del coach Jasmin Repesa che fanno riflettere, Napoli che gioca bene, si diverte e fa divertire, qualcosina da aggiustare c'è per far diventare il meccanismo azzurro pressoché perfetto. Nel finale di conferenza il coach parla del record di 12-0, chissà se questo è l'ennesimo colpo di genio tattico per non far esaltare troppo i suoi e in particolare l'ambiente napoletano. Sarà importante rimanere con i piedi per terra e giocare con il giusto approccio partita dopo partita, ma con una squadra così agli ordini del sergente Repesa, sognare in grande non è più utopia.
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