Il tecnico dovrà lavorare durante la sosta per trovare una soluzione
Il Napoli torna da Firenze con un punto e tanta rabbia. Bisognerà capire se solo quella di Allegri o di tutta la squadra. Una gara difficile da decifrare, perché ha vissuto di momenti in cui gli azzurri sono sembrati veramente convincenti e altri in cui sono emerse le solite difficoltà e i soliti errori che i viola sono stati bravi a sfruttare. Dopo la vittoria contro il Bologna, il tecnico avrebbe voluto dare continuità a quel risultato, ma non si può parlare di un passo indietro all’Artemio Franchi.
Il Napoli prova a guarire, ma la sosta servirà a trovare la medicina migliore
Il Napoli è in crescita, le prestazioni iniziano a migliorare e alcuni uomini sembrano essere maggiormente in palla, ma al termine della gara c’è ancora una domanda che attanaglia ogni tifoso o opinionista napoletano: che cosa sarà questo Napoli?
Perché sembra non esserci ancora una direzione chiara per questa squadra. Sembra che Allegri non sia riuscito a trasmettere completamente le proprie idee e quella cattiveria che anche a Firenze è venuta meno. Perché si può dire tutto a questa squadra, ma quando il portiere avversario è il migliore in campo, o tra i migliori, probabilmente significa che tanto male non si è fatto.
Gli azzurri stanno provando a guarire dopo un inizio difficile, tra sconfitte e infortuni che continuano a essere un tema. Il tecnico toscano sta provando a iniettare a piccole dosi la sua medicina, figlia di anni di esperienza, ma la sensazione è che il percorso sia ancora lungo. Con la speranza che la sosta possa essere d’aiuto sia per il recupero degli infortunati azzurri sia per coloro che stanno bene, ma hanno bisogno di ritrovare ancora la forma migliore. Servirà anche ad Allegri per trovare la soluzione a quei problemi che continuano a emergere in ogni partita e, magari, chissà, provare anche qualche novità, nonostante l’assenza di diversi nazionali.
Firenze lascia riflessioni e dubbi
La gara di Firenze lascia riflessioni che per 20 giorni saranno centrali nel dibattito. La prima è legata all’impiego di Kevin De Bruyne che contro i viola non ha reso al massimo, apparendo a tratti stanco alla sua terza gara consecutiva. La seconda riguarda i cambi di Allegri e, in particolare, quello che ha visto entrare Anguissa a cinque minuti dalla fine, salvo poi doversi fermare nuovamente per un problema fisico, lasciando, invece, Vergara in panchina per 90 minuti, fresco di convocazione in Nazionale.La terza riflessione è invece legata a Lucca. Nessuno vuole puntare il dito contro questo ragazzo, ma sta avendo la fiducia dell’allenatore e non la sta ripagando. Una situazione che pone una domanda alla dirigenza: ma davvero questo Napoli non ha bisogno di un altro attaccante, considerando anche le difficoltà di Hojlund?
Sono tanti i punti di domanda che aumenteranno durante questa lunga sosta, ma forse le parole più forti su cui riflettere dopo la gara di Firenze sono proprio quelle di Allegri, apparso arrabbiato e teso:
«Saremo anche in grande crescita, ma oggi usciamo dal campo arrabbiati. Se non lo siamo oggi sicuramente allora vuol dire che dobbiamo ancora crescere. Non basta avere il 70% di possesso palla se poi hai tante occasioni per poter segnare».
Non solo. Il tecnico ha tirato ulteriormente le orecchie ai suoi:
«Serve avere fiducia, si deve lavorare sui nostri limiti per fare cose buone. Se pensiamo di essere più bravi degli altri allora poi paghi».
Parole accompagnate da espressioni facciali e linguaggio del corpo che non hanno lasciato dubbi: Allegri può e deve lavorare sull’idea di gioco, sulle scelte tattiche, sulla fase difensiva e offensiva, ma vuole che i suoi siano cattivi e arrabbiati quando qualcosa non va bene. Vuole quel veleno che, al momento, manca.
Perché si può anche non dominare una partita sul piano del gioco, ma una grande squadra deve essere abbastanza glaciale da ottimizzare le occasioni create. Altrimenti, alla fine, ci sarà da parlare soltanto di rimpianti e gli alibi inizieranno a non esserci più.
A cura di Sara Ghezzi
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