Calcio Napoli Editoriali "Dagli sbagli si impara"... o così dovrebbe essere: perché l'operazione Musso-Napoli è un paradosso

"Dagli sbagli si impara"... o così dovrebbe essere: perché l'operazione Musso-Napoli è un paradosso

Alex Iozzi
L'estremo difensore argentino è un nome di primo livello; eppure, la sua venuta all'ombra del Vesuvio non porrebbe rimedio a una situazione che gli azzurri si portano dietro da un anno

La ricerca del centravanti da aggiungere a un reparto che già comprende Rasmus Hojlund e Lorenzo Lucca, la quale vede Gabriel Jesus e Marc Guiu, rispettivamente sponda Arsenal e Chelsea, in cima alla lista dei desideri di De Laurentiis & co, non è l'unica telenovela in cui figura la SSC Napoli tra i protagonisti in questo finale di mercato estivo targato "2026". Nell'ultima settimana, infatti, i dirigenti partenopei, con la complicità di mister Allegri, avrebbero rimesso in discussione il trittico di portieri inizialmente deciso per la stagione da poco avviata, ossia Alex Meret, Vanja Milinkovic-Savic e Nikita Contini, riavviando i colloqui con l'entourage di Juan Agustin Musso e, parallelamente, con i piani alti dell'Atletico Madrid.

Vecchia conoscenza della Serie A, il classe '94 ha difeso in maniera egregia i colori di Udinese prima e Atalanta poi per 203 volte tra il luglio 2018 e l'agosto 2024. L'highlight della sua esperienza bergamasca è senza dubbio l'Europa League vinta da titolare sollevata sotto il cielo di Dublino in data 22 maggio a discapito del Bayer Leverkusen. Dopodiché, si è trasferito nella sponda rojiblanca della capitale spagnola dove, seppur abbia per lo più fatto da riserva a Jan Oblak, ha sempre risposto con prestazioni degne di nota alle chiamate de "El Cholo" Simeone. Oltre che abile in mezzo ai pali, il 24enne nativo di San Nicolás de los Arroyos spicca in una qualità particolare ricercata nel calcio moderno: il gioco col pallone fra i piedi.

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Insomma, una descrizione a tutto tondo che fa pensare a un interprete di livello internazionale; e Musso lo è. Ciononostante, egli rappresenta involontariamente una sorta di paradosso. Il motivo è presto detto: il suo acquisto da parte del Napoli, qualora dovesse concretizzarsi, rischierebbe di far vivere alla formazione '081' una sensazione di déjà-vu.

Un risvolto infelice da qualunque lato la si voglia leggere: i motivi per cui il Napoli deve lasciar perdere (con sofferenza) la pista Musso

"Dagli sbagli si impara" è uno dei detti più conosciuti e utilizzati nel gergo popolare italiano. Fabrizio Tarducci, in arte Fabri Fibra, l'aveva reso il titolo della traccia conclusiva di "Guerra e Pace", settimo album in studio della propria carriera. Nel ritornello, un'Arisa in buona forma intonava con voce graziata le seguenti parole:
"Gli sbagli ti attirano verso il fondo, il finale poi dipenderà da te. Ma il segreto è nel capirlo".

Ecco, la SSCN sembrava aver capito autonomamente gli sbagli commessi dodici mesi addietro in relazione alla porta: scelta di chi rendere il numero 1 inamovibile tra Meret e Milinkovic-Savic, con preferenza di Allegri verso l'italiano ed eventuale cessione del serbo, e gioioso addio a un dualismo altamente nocivo per la posizione di campo che maggiormente necessita di continuità lungo l'annata. Invece, dopo il forfait comunicato indirettamente da un pezzo per Guglielmo Vicario, accasatosi alla Juventus dal Tottenham, e aver dato l'impressione di voler affidare le chiavi degli specchi dello stadio Diego Armando Maradona ad Alex, il ds Giovanni Manna, probabilmente sotto direttiva di 'Max', ha preso contatto con l'Atletico per Musso. Peraltro, sarà o meno un caso, l'uscita di notizie in merito alla suddetta operazione si è intensificata nei giorni successivi alla trionfante trasferta di Genova, non esattamente la miglior performance napoletana di Meret.

Juan Agustin Musso impegnato a difendere i pali della porta dell'Atletico Madrid (vs Inter; Champions League, 26 novembre 2025)

Non ci soffermeremo troppo sul lato economico della trattativa poiché, tolta l'ipotesi di scambio alla pari con Savic, di cifre non se n'è parlato. Preferiamo concentrarci sulle questioni di campo: è difficile, per non dire estremamente utopico, che un portiere abituatosi a essere il secondo di un gigante del panorama mondiale come Oblak accetti di indossare le vesti del "vice" di un qualunque altro collega. In caso contrario, il Napoli si ritroverebbe nella medesima situazione del '25/26: quattro guantoni di fascia alta destinati a dividersi equamente, o quasi, gli impegni previsti da calendario. Una condizione che Meret crediamo digerirebbe a fatica, specialmente alla luce di un campionato nel quale, pure in virtù di alcuni acciacchi fisici, è stato spesso lontano dai riflettori.

Doppio scenario, stessa problematica: da entrambe le prospettive, l'esito non cambia. La sola via plausibile, se si avesse davvero intenzione di fare all-in su Juan dalla provincia di Buenos Aires, sarebbe la vendita sia di uno degli eroi dei due Scudetti conquistati da Partenope in epoca contemporanea che di Milinkovic. Tuttavia, siccome il calendario segna giovedì 27 agosto e il calciomercato chiude martedì 1° settembre, non c'è tempo a sufficienza per chiudere questo triangolo. Tradotto, a malincuore, in termini poveri: meglio tornare a focalizzarsi esclusivamente sul rebus attaccante.

A cura di Alex Iozzi

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