Mezz'ora fa è scattato il gong della strana sessione di calciomercato estivo. Una sessione anomala, non soltanto per la durata e la data (dal 1 settembre al 5 ottobre) ma anche per il momento storico. Il calcio infatti, insieme all'Italia e al mondo intero, sta subendo - e probabilmente subirà ancora - una crisi economica consistente. Le operazioni di mercato però, ci sono state. Così come ci sono stati anche i tanti mancati approdi, le trattative scritte a matita e poi cancellate: tra queste rientra a pieno titolo la parabola di Arkadiusz Milik.
Milik: la storia di chi troppo vuole e nulla stringe
Il gong del calciomercato estivo è suonato, ma Arkadiusz non ha firmato alcun contratto. Il polacco è rimasto fermo alle promesse di Fabio Paratici. Mesi fa il direttore sportivo bianconero gli promise un sogno ad occhi aperti: la centralità nel progetto (vista la partenza di Gonzalo Higuain) e soprattutto un ingaggio stellare da ben 5,5 milioni di euro. Una cifra che, dal quel momento, non gli ha più fatto dormire sogni sereni.
Dopo la Juventus infatti, nessun club è riuscito a eguagliare quella somma e Arek, tutto d'un tratto, si è trasformato nel "Signor No". Ha rifiutato il Tottenham, la Fiorentina e la Roma. Soltanto la società capitolina ha seriamente tentato l'ex Ajax, ma anche questo affare è poi sfumato.
E così Milik si ritrova, a fine sessione, lì dove è partito: all'ombra del Vesuvio. Questa volta però, più che mai, si tratta di ombra e non di Vesuvio. Il giocatore difatti è totalmente escluso dal progetto della società partenopea e guarderà la Serie A da un posto inedito: la tribuna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA di Claudia Vivenzio
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