Criticare Mertens significa andare contro la città di Napoli
Nessuno, e sottolineo nessuno, aveva pensato al partenopeo d'adozione: d'altronde come fai a non voler bene uno come Dries Mertens? Nonostante non fosse nato a Napoli, il belga ha fin da subito instaurato un rapporto unico con i propri tifosi, diventando un vero e proprio scugnizzo amato da tutti: tanto da diventare Ciro per chiunque, anche per i colleghi. Forse non per Spalletti, che il 14 non lo ha mai visto. Anzi, ha sempre fatto finta di vederlo.
Mertens è Napoli, ma Spalletti fa finta di niente
SSC Napoli v US Sassuolo - Serie A
Perché è impossibile non dare una maglietta da titolare alla storia del Napoli, a colui che ha sempre abbinato talento ed appartenenza. "Mertens + 10" questa sarebbe dovuta essere l'equazione perfetta per competere fino all'ultima giornata di campionato: parlano i numeri, di coppia e non. Il bomber azzurro è ancora una volta in doppia cifra. 1673 minuti e 13 reti, una ogni 121 minuti. In Serie A una ogni 111, con ben 11 gol all'attivo. Il 14 avrebbe potuto giocare con Osimhen, ma anche da solo come prima punta, da seconda punta o da esterno: impossibile tenerlo fuori. Non sono solo le statistiche a parlare da sé, ma anche il contenuto del classe 1987. È uno dei pochi (se non l'unico) in rosa a poterti risolvere partite e campionati con una sola giocata, con uno spunto, un dribbling: Mertens ha qualcosa che gli altri non hanno, è speciale, è un campione.
Sembrava essere stato amore a prima vista tra i due, lo dimostrano anche le parole del tecnico dopo la sconfitta esterna contro l'Empoli: "Quando il presidente mi ha chiesto un parere su Mertens gli ho detto che è uno che si può tenere, poi ci sono valutazioni che la società deve fare". Ma è il post partita della gara contro il Sassuolo a lasciar perplessi i supporters del Napoli. Il tecnico di Certaldo, dopo aver ascoltato le parole dell'ex Psv, ha ben dichiarato: "Il campo dice che chi è sopra di noi è più forte di noi, se Mertens (espressosi dopo la partita, n.d.r.) dice una cosa diversa è bene che dica chi è che stato insufficiente. La squadra ha giocato un grandissimo campionato, essere dentro a tre partite dalla fine è un grandissimo merito".
Criticare il miglior marcatore della storia 1926 significa criticare essa stessa: Mertens è Napoli. Perché ci sono calciatori che possono rappresentare città e tifosi, e Napoli non accetterebbe mai che ciò avvenga. Sembra un film già visto, prima ambientato a Roma, poi a Milano. Prima con Totti, poi con Icardi. Anche Partenope è una città stupenda, luogo ideale dove girare i migliori film, ma siamo sicuri che i tifosi partenopei pagherebbero con la loro pelle pur di non rivedere questa scenografia. Spalletti toccherebbe uno di loro, uno di famiglia.
A cura di Gennaro Del Vecchio
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