Come non restare incantati dal talento di Dries Mertens?
Avete presente quando vi sentite completamente soli? Già, quella strana sensazione di non poter contare su nessuno, solo sulle proprie forze. È questo quello che hanno provato i vari Lobotka, Juan Jesus, Rrahmani, Lozano e così via. Con una piccola differenza: loro una figura l'avevano, Dries Mertens, in grado di indicargli la retta via, in grado di distinguere il giusto dallo sbagliato. Perché l'uomo, una volta ragazzino, di Lovanio questo è stato, questo è e questo sarà. Questo e tanto altro: leadership abbinata a talento, quella voglia di caricarsi il gruppo sulle spalle con gol e parole, mai sottovalutare quest'ultime. Erano tutti indisponibili: da Insigne a Koulibaly, passando per Fabián ed Osimhen. Tutti, tutti tranne Ciro.
E forse è stata proprio questa componente a far stare un po' più tranquilli i tifosi partenopei: "È vero, ci mancano tutti, ma c'è Dries". Chiacchiere da bar, vero, ma infinita verità, perché non si può sottovalutare un fenomeno da 107 gol in maglia azzurra, è letteralmente impossibile, anzi, guai a farlo. Anche se a lui piace, a lui piace vivere lontano dai riflettori e poi uscire dal nascondiglio per dire la parola finale, per ricordare al mondo intero che lui non fa, lui è la differenza. In fondo, qualsiasi squadra, al posto del Napoli, avrebbe adottato la tecnica del "catenaccio e contropiede", Spalletti no: il tecnico di Certaldo ha preso le chiavi della squadra e le ha regalate al fenomeno ex Psv.
Avete ancora dubbi su Dries Mertens?
E poi c'è quella fascia sul braccio che ha fatto impazzire un po' tutti. Quanto gli dona? E no, non è quel classico leader calmo, era il primo a protestare nei confronti dell'arbitro, il primo a difendere e caricare i suoi: linguaggio del corpo, delle parole e delle azioni. "Io resto qua" aveva pronunciato contro la Lazio, perfetto Mertens, ma giura alla tua Napoli che sarà per sempre. In conclusione: lo avevano dato per bollito, ma ora chi lo ha criticato sta in silenzio: Dries è la storia del Napoli!
A cura di Gennaro Del Vecchio
©RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA