A cura di Alex Iozzi
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editoriali
Lucca e Lang via dopo 6 mesi: la pietra tombale sul mercato estivo del Napoli
Le 24 ore di giovedì 22 gennaio hanno fatto registrare un duplice divorzio in casa SSC Napoli: Lorenzo Lucca e Noa Lang si sono separati dal club di Fuorigrotta dopo appena un semestre di stagione per trasferirsi (in prestito) l'uno al Nottingham Forest e l'altro al Galatasaray. Una coppia di cessioni che costringe noi addetti ai lavori, a malincuore, a dover tirare somme non propriamente felici riguardo le operazioni effettuate da Giovanni Manna & co. durante lo scorso mercato estivo.
Munitevi di carta e panna e annotate le seguenti cifre: 6 milioni di prestito oneroso per Rasmus Hojlund dal Manchester United; 10 milioni alla firma dati a Kevin De Bruyne; 18 milioni per Miguel Gutierrez dal Girona; 9 milioni pagati all'Empoli per Luca Marianucci; 15 milioni di prestito oneroso più 6,5 di riscatto obbligatorio per Vanja Milinkovic-Savic dal Torino; 31 milioni sganciati al Bologna per Sam Beukema; 2 milioni di prestito oneroso per Eljif Elmas dal Red Bull Lipsia; dulcis in fundo, 25 milioni secchi pagati al PSV Eindhoven e 9 milioni di prestito oneroso sborsati all'Udinese per gli uomini copertina di questo editoriale, ossia Lang e Lucca. La cifra finale, non avendo considerato i diritti di riscatto inclusi nelle trattativa legate a Hojlund, Elmas e lo stesso "Cigno di Moncalieri", ammonta a 131,5 milioni di euro (dati Transfermarkt.it). Di questi, a conti fatti, solo il 20,91%, quindi circa 1/5 di essi è stato ricompensato con le prestazioni offerte sul rettangolo verde: quelli investiti per comperare il danese, centravanti che mister Conte ha convertito in uno schiocco di dita alla propria idea di calcio, e Milinkovic-Savic, non sempre impeccabile tra i pali, ma utile a proporre una manovra diversa grazie ad abilità con i piedi sotto gli occhi di tutti.
Per quanto riguarda il restante 79,09%, o almeno la parte della suddetta percentuale ancora al servizio della causa partenopea, il 'fiore all'occhiello' dell'intera campagna acquisti, ovvero De Bruyne, era anche partito bene, ma il fattore età ha inciso più del talento, come testimonia l'infortunio che costringe il belga a rimanere fermo ai box da ottobre (e che gli consentirà di rientrare in campo unicamente nel periodo primaverile); Beukema ha alternato prove convincenti ad altre sottotono; Gutierrez ha dimostrato di essere un calciatore valido, ma per adesso non è riuscito a scalare le gerarchie e a diventare una scelta primaria di Conte; Elmas è stato impiegato spesso nel ruolo di esterno alto a sinistra, eppure la prestazione più autoritaria l'ha disputata da mediano nella vittoria casalinga per 2-1 con la Juventus; infine, Marianucci come da pronostico ha riscaldato i seggiolini del Maradona (e non solo) e anch'egli, trascorsi sei mesi alle pendici del Vesuvio, è in attesa di esser ceduto alla Cremonese per trovare minutaggio.
Alcuni dei giocatori elencati avranno il giusto tempo per sovvertire l'apparente volere del destino, ma oggi la realtà è pressoché evidente: per rapporto qualità-prezzo, il secondo mercato di Manna nelle vesti di direttore sportivo della Società Sportiva Calcio Napoli, con la ovvia complicità di chi siede in panchina, merita la palma di "sessione più deludente dell'Era De Laurentiis".
A cura di Alex Iozzi
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