Lukaku-Napoli, storia di un epilogo tanto amaro quanto prevedibile
Si è chiusa ufficialmente la storia d’amore tra il Napoli e Romelu Lukaku. Con la firma per il Fenerbahce, Big Rom ha sancito la conclusione del suo rapporto con il Napoli, un amore odio di catulliano stampo che sintetizza efficacemente il biennio del belga all’ombra del Vesuvio. La storia di Lukaku in azzurro si racchiude tutta qui, all’interno di un rendimento double face che sembra essere la costante di tutta la sua carriera.
Lukaku, un'avventura double face
Nella sua prima stagione, la voglia di riscatto e il ricongiungimento con il suo mentore Antonio Conte lo hanno portato a sfornare per larghi tratti il suo formato prime, quello delle grandi occasioni. La cavalcata col Cagliari fu solo la ciliegina su una torta già estremamente saporita, condita da 14 gol, ben 10 assist e soprattutto la conquista dello scudetto, trionfo storico ed epico anche per il modo in cui arrivò, con il Napoli che si impose negli ultimi 90 minuti del campionato. Poi, una data ha spezzato la magia e si è inserita come un incantesimo sulla storia di Romelu all’ombra del Vesuvio. Parliamo del 14 agosto 2025. Un innocuo tiro dalla distanza col sinistro si rivelò fatale per Lukaku, che scalpitava per prendersi ancora una volta sulle sue possenti spalle il Napoli. Così non è stato, e da quel momento non è solo cambiato il destino di Lukaku in quella annata, ma qualcosa si è incrinato anche nel sodalizio col Napoli. Da lì, infatti, hanno fatto seguito tutti i dubbi, i tira e molla sulla gestione del problema fisico, dalla terapia conservativa che non si è rivelata alquanto funzionale al suo esodo in Belgio. Il gol decisivo col Verona del 28 febbraio 2026, l’unico della scorsa terribile annata nonché l’ultimo targato Napoli, si rivelò solo un attimo di felicità che, di lì a poche settimane, farà da apripista al suo rifugio in patria per preparare il mondiale con il Belgio. Una vera e propria fuga, che ha sorpreso tutti, Antonio Conte in primis e che si conclude nella maniera più prevedibile, con la separazione.Per Lukaku, è l’ennesimo addio burrascoso, il terzo dopo quelli con Chelsea e Inter. Ed è qui che si innestano le maggiori criticità nel percorso professionale di Lukaku, il quale ha sfoggiato ancora una volta la sua double-face. Da una parte, quella da campo, dove Big Rom, se in forma, è uno degli attaccanti più forti al mondo. Dall’altra, quella tormentata fuori dal terreno di gioco, dove troppe volte ha palesato una vulnerabilità che lo ha condizionato in modo troppo incisivo nelle scelte più importanti.
A cura di Bruno Stampa
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