Calcio Napoli 1926 Editoriali Lucca, il naufragio di un centravanti: a Venezia si consuma l'ennesima occasione

Lucca, il naufragio di un centravanti: a Venezia si consuma l'ennesima occasione

Angelo Licciardello
Lucca delude ancora a Venezia: errori, sostituzione e fiducia in bilico. A Napoli cresce il dubbio sul futuro dell'attaccante, mentre gennaio si avvicina.

Al peggio, si sa, non c'è mai fine. E ciò che ci si aspettava dalla trasferta di Venezia si è trasformato nell'ennesimo capitolo di una stagione che continua a presentare il conto al Napoli.

Ultimi in classifica, con zero punti e cinque sconfitte alle spalle, i lagunari, rinvigoriti dall'arrivo di Davide Nicola, avevano tutta l'intenzione di trasformare la disperazione dei primi mesi in energia. E, in questo scenario, Allegri aveva scelto di affidarsi a Lorenzo Lucca come unica punta. Un'occasione per concedergli un'ultima chiamata, per restituire un senso a un investimento da 35 milioni di euro.

La partita della rinascita, però, ha dimostrato ancora una volta quanto possa essere crudele il pallone. Lucca non è riuscito a trasformare l'opportunità in riscatto.

Un centravanti smarrito nel proprio mestiere

La prima crepa si è aperta a metà del primo tempo: Giovane gli ha servito un pallone da spingere semplicemente in porta, ma Lucca non è riuscito a concretizzare. Da quell'errore è iniziata una ripida caduta: stop sbagliati, sponde imprecise, passaggi fuori misura.

Quando la partita sembrava già avergli presentato un conto salato, ecco che Lucca completa il disastro. Un retropassaggio maldestro consegna il pallone ad Akor Adams, che con caparbietà supera Rrahmani e batte Meret. L'assist involontario di Lucca per il vantaggio del Venezia è la ciliegina amara su un'altra prestazione da dimenticare.

Caricamento correlate...

Quando gli errori diventano una costante, anche la pazienza dell'allenatore finisce per esaurirsi. Dopo poco meno di un'ora, Allegri richiama l'attaccante in panchina. L'obiettivo del tecnico, quello di restituire a Lucca una dimensione e rilanciarne le ambizioni, sembra al momento fallito. Il percorso somiglia più a una ripida salita che a una rinascita, mentre ogni prestazione negativa aggiunge un ulteriore peso al suo rapporto con l'ambiente.

A Napoli, del resto, la pazienza non è una riserva inesauribile. E con Lucca, forse, non è mai germogliata davvero. Non si è mai consolidata quella sensazione di voler crescere insieme, di costruire un percorso comune. La crescita che ci si aspettava non è arrivata neppure nei sei mesi trascorsi lontano da Napoli, in quella parentesi immaginata come una sorta di Erasmus calcistico: un'esperienza utile per ritrovare fiducia in sé stessi e tornare con nuove consapevolezze.

Ora la domanda cambia: esistono ancora le condizioni per costruire qualcosa insieme? La separazione, oggi, non può essere considerata una certezza. Ma nemmeno un'ipotesi da scartare a priori.

Gennaio, però, è ancora lontano. E nel frattempo il Napoli dovrà capire se continuare a investire sulla promessa di una rinascita o prendere atto che, almeno finora, quella promessa è rimasta sospesa.

Al peggio, forse, non c'è mai fine. Ma anche le attese, prima o poi, finiscono.

Caricamento raccomandazioni...