calcionapoli1926 editoriali Tempo di un taglio netto col passato: perché cedere Lobotka (e credere in Gilmour) è la scelta giusta

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Tempo di un taglio netto col passato: perché cedere Lobotka (e credere in Gilmour) è la scelta giusta

Alex Iozzi
Un pensiero all'apparenza folle, ma che diventa sensato nel momento in cui si tiene conto di due fattori: uno "europeo" e uno interno

"La parte più difficile della fine è ricominciare", così canta Mike Shinoda, voce e fondatore dei Linkin Park, nell'ultima strofa di una delle canzoni più poetiche ma al contempo sottovalutate del collettivo di Los Angeles: "Waiting for the End". Un'espressione che calza a pennello col presente della SSC Napoli, dal momento che i vertici della società '081' sono chiamati a scegliere come agire in merito a una situazione delicata (sportivamente parlando) in un tempo relativamente ristretto: il rinnovo del contratto che dal gennaio 2020 lega Stanislav Lobotka al club di Fuorigrotta.

Alla luce di una scadenza datata giugno 2027, Antonio Conte, in ovvia collaborazione con il presidente De Laurentiis e soci, ha l'obbligo di decidere entro l'estate se lasciare le redini della mediana partenopea in mano allo slovacco due volte campione d'Italia oppure se responsabilizzare definitivamente in tale ruolo Billy Gilmour, autore di buone prestazioni nell'arco della stagione corrente che gli hanno permesso di guadagnare i consensi della tifoseria azzurra. Come si può intuire dal titolo, la nostra redazione è favorevole a un cambiamento. Le ragioni che si celano dietro il suddetto pensiero sono sostanzialmente due: cliccate sulla freccia in alto a destra per leggere l'analisi.