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Khvicha si è scrollato di dosso Kvaradona: piedi saldi a terra ma occhi alle stelle

Khvicha si è scrollato di dosso Kvaradona: piedi saldi a terra ma occhi alle stelle - immagine 1
Sì, neanche immaginiamo quanto dev'essere stato complicato per un ragazzo del 2001 al primo approccio ad un campionato serio fronteggiare il soprannome di "Kvaradona"
Ugo Casadio

Tanti erano i dubbi, le perplessità, le incertezze su cosa sarebbe potuto essere il match tra Napoli e Udinese dopo quanto accaduto con Victor Osimhen. L'atmosfera catastrofica tipica della celeberrima sceneggiata napoletana era pronta ad abbattersi su Fuorigrotta. Prima di imbattersi, però, in un tornado chiamato Khvicha Kvaratskhelia.

Il Napoli riparte con Khvicha

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Kvara è un ragazzo buono, sensibile anche se all'apparenza non si direbbe. Nella sua sino ad ora breve parentesi azzurra ha dovuto da subito convivere con delle pressioni atroci. Il motivo? Avere in dote un talento fuori dal comune. Sì, neanche immaginiamo quanto dev'essere stato complicato per un ragazzo del 2001 al primo approccio ad un campionato serio fronteggiare il soprannome di "Kvaradona". Fronteggiarlo, per giunta, nel tempio (che fu) di Diego Armando Maradona. Napoli è una piazza pesante, che pretende, ma che con poco riesce ad ergerti ad eroe. La parabola di Khvicha è tutta lì: a suon di tocchi di classe ha conquistato il popolo partenopeo. La stagione non è iniziata nel migliore dei modi, la lunga assenza dal gol ha cominciato a pesare ed influire visibilmente sul gioco e sugli atteggiamenti del fuoriclasse georgiano. Khvicha non era sereno. E guai a tirare in ballo questioni economiche: non era sereno perché sente il dovere morale di tener fede al "nomignolo" del quale è stato gentilmente omaggiato, quasi come fosse un atto dovuto, un ripagare la fiducia. Quando entri nella ristrettissima cerchia dei fenomeni tutti sono pronti a sbranarti, nessuno ti aspetta, nessuno accetta un momento di sbandamento. Con l'Udinese è tornato il Kvaratskhelia di Spallettiana memoria. Colui che riporta in campo giocate che Napoli aveva già avuto modo di ammirare tempo addietro con un tale Pibe de Oro. Omaggiandolo, senza mai oltraggiarlo. Di Diego ce ne sarà sempre e solo uno. Pali, assist, scorribande e scavetto delizioso a superare il portiere per poi insaccarla finalmente in rete. Khvicha dà sfogo a tutta la tensione mista a rabbia trattenuta in questi mesi, il fardello più grande è stato gettato via. Ora è libero, libero di tener fede a quel pesantissimo soprannome che i napoletani in totale genuinità hanno deciso di affibbiargli: "Kvaradona is back" direbbero oltre oceano. La stagione azzurra comincia oggi.  Piedi saldi per terra, ma occhi rivolti alle stelle: il Napoli riparte da Khvicha Kvaratskhelia.


A cura di Ugo Casadio

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