A cura di Alex Iozzi
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editoriali
Cuore, Carattere e, per adoperare anche una terminologia tipicamente partenopea, Cazzimma: tre 'C' che riassumono in maniera perfetta i 90 minuti disputati dal Napoli di Antonio Conte sotto i riflettori di San Siro nella 'sfida Scudetto' con l'Inter. Sugli scudi, parlando di singoli, uno Scott McTominay ormai leader sia tecnico che emotivo del team '081', specie in un periodo di gravi difficoltà in virtù delle numerose assenze come quello corrente, oltre ad un Rasmus Hojlund che battaglia senza perdere un duello contro i colossi della retroguardia nerazzurra, facendo sembrare Akanji un novellino. A meritare un editoriale dedicato, tuttavia, non sono i cosiddetti "soliti noti", ma il professionista più serio che la rosa azzurra può vantare a disposizione: Juan Guilherme Nunes Jesus.
Nel cuore dell'ultima estate in ordine cronologico, le sale cinematografiche vengono invase da una pellicola supereroistica diretta da un abile maestro del genere: "Superman" di James Gunn. Il film, senza fare spoiler, diventa istantaneamente un inno a sentimenti positivi quali bontà, gentilezzaed educazione, aiutato da una colonna sonora a dir poco spaziale: "Punkrocker" dei Teddybears (feat. Iggy Pop). Qualità che, in un mondo alla deriva quale la Terra del 2026, sembrano esser scomparse, invece chi le possiede e le applica, alle volte, viene persino premiato: la storia di Juan Jesus, il Clark Kent di mister Conte, alle pendici del Vesuvio lo testimonia.
Mai una parola fuori posto né una lamentela per il fatto che ricopra da tre stagioni e mezzo il ruolo di riserva. Un atteggiamento impeccabile, da chi di calcio ne mastica e, dopo tre lustri di carriera, sa bene quanto il gruppo venga prima del singolo. 'JJ' è la definizione massima della parola 'gregario': capace di agire da mente saggia all'interno dello spogliatoio e sempre pronto a rispondere presente quando chiamato in causa, profilo ideale per Conte. L'ennesima prova è giunta tra dicembre 2025 e il gennaio che stiamo vivendo: preferito ad Alessandro Buongiorno durante la tournée araba valida per l'annuale Supercoppa, il centrale brasiliano ha garantito solidità sia in semifinale col Milan che in finale contro il Bologna, contribuendo attivamente al trionfo campano in terra mediorientale. Il trend positivo è proseguito pure in campionato: clean sheet con Cremonese e Lazio, poi la ciliegina sulla torta rappresentata dalla prestazione del "Meazza", in cui annulla completamente il capocannoniere del campionato nostrano, Lautaro Martinez, con annesse un paio di chiusure in recupero che mettono in dubbio i 34 anni d'età segnalati dalla carta d'identità.
La novità del '26 in casa Napoli è sotto gli occhi di tutti: il braccetto di destra può variare, ma assieme ad Amir Rrahmani, l'interprete che il tecnico salentino ripone a priori sulla lavagnetta nel lato mancino della difesa a 3 è l'ex Roma e Inter, a discapito di un Buongiorno incostante, penalizzato in parte anche dagli infortuni. Al tempo di Spalletti, il soprannome di Jesus era "BatJuan"; ora, nell'epoca Conte, si è passati all'altro nome di punta della DC: "SuperJuan". Gli Scudetti conquistati in maglia azzurra sono già due, ma chissà che a maggio non se ne possa festeggiare un terzo, per giunta da protagonista; anzi, come canterebbe Iggy Pop, in vesti ancor più da "Punkrocker".
A cura di Alex Iozzi
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