Mai una parola fuori posto né una lamentela per il fatto che ricopra da tre stagioni e mezzo il ruolo di riserva. Un atteggiamento impeccabile, da chi di calcio ne mastica e, dopo tre lustri di carriera, sa bene quanto il gruppo venga prima del singolo. 'JJ' è la definizione massima della parola 'gregario': capace di agire da mente saggia all'interno dello spogliatoio e sempre pronto a rispondere presente quando chiamato in causa, profilo ideale per Conte. L'ennesima prova è giunta tra dicembre 2025 e il gennaio che stiamo vivendo: preferito ad Alessandro Buongiorno durante la tournée araba valida per l'annuale Supercoppa, il centrale brasiliano ha garantito solidità sia in semifinale col Milan che in finale contro il Bologna, contribuendo attivamente al trionfo campano in terra mediorientale. Il trend positivo è proseguito pure in campionato: clean sheet con Cremonese e Lazio, poi la ciliegina sulla torta rappresentata dalla prestazione del "Meazza", in cui annulla completamente il capocannoniere del campionato nostrano, Lautaro Martinez, con annesse un paio di chiusure in recupero che mettono in dubbio i 34 anni d'età segnalati dalla carta d'identità.
La novità del '26 in casa Napoli è sotto gli occhi di tutti: il braccetto di destra può variare, ma assieme ad Amir Rrahmani, l'interprete che il tecnico salentino ripone a priori sulla lavagnetta nel lato mancino della difesa a 3 è l'ex Roma e Inter, a discapito di un Buongiorno incostante, penalizzato in parte anche dagli infortuni. Al tempo di Spalletti, il soprannome di Jesus era "BatJuan"; ora, nell'epoca Conte, si è passati all'altro nome di punta della DC: "SuperJuan". Gli Scudetti conquistati in maglia azzurra sono già due, ma chissà che a maggio non se ne possa festeggiare un terzo, per giunta da protagonista; anzi, come canterebbe Iggy Pop, in vesti ancor più da "Punkrocker".
A cura di Alex Iozzi
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