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editoriali
Nella Scala del calcio non poteva che andare in scena una partita così: due squadre gigantesche che hanno dimostrato tutta la loro forza. Il Napoli ha gettato il cuore oltre l’ostacolo e, nonostante le tante assenza, ha rimontato due volte l’Inter sopperendo alle difficoltà col cuore e con la grinta. L’ennesima dimostrazione di carattere (anche se non ce n’era bisogno) che tiene ancora aperto il campionato e lancia un segnale chiaro: gli azzurri ci sono, e Scott se li è caricati ancora in spalla, sono immortali. La rabbia di Conte e il tweet di De Laurentiis sono un altro segnale lanciato al calcio italiano.
Un Conte in gran forma: la rabbia per il rigore, la conseguente espulsione, l’urlo per il gol del pari nascosto tra i fotografi. Ancora una volta è l’MVP della partita del Napoli: i segnali che lancia dalla panchina sono il motore di questa squadra che non si arrende mai e che corre per oltre 90 minuti. Non è facile giocare tutte queste partite senza 7-8 elementi della rosa (di cui molti titolari) ma se questa squadra ci riesce è un segnale chiaro ed inequivocabile: noi ci proviamo e ci proveremo sempre a portare a casa il risultato. A questa affermazione fa da eco il tweet di De Laurentiis, carico di orgoglio ma anche di rabbia: “Con i 9 giocatori assenti per gran parte della stagione, cosa avrebbe fatto il Napoli finora?”. Affermazione lecita e che più volte è risuonata nella testa dei tifosi azzurri. Anche Scott ha rilanciato: “Provate a togliere all’Inter 9 giocatori e poi vediamo cosa succede”. Queste parole e la rabbia del mister fanno anche trasparire l’impotenza dinanzi al fato che si accanisce. Eppure, le difficoltà sono state superate in questi mesi attraverso il lavoro e l’impegno: ecco perché, salvo rari casi, anche in una debacle ci siamo alzati in piedi ad applaudire i calciatori e Conte. Il Napoli sta facendo ciò che può, andando anche oltre le più rosee aspettative dopo gli infortuni continui che hanno caratterizzato questa prima metà di stagione. I segnali non arrivano solo dalla panchina e dal presidente, ma si sono visti anche in campo. Questo fa ben sperare per il futuro: la gara è stata epica e il punto più che meritato.
Un avvio difficile per il Napoli con un gol che sembrava una doccia fredda e che poteva indirizzare la partita. Invece no, nel suo momento di massima difficoltà la squadra ha reagito ed ha trovato il pari con l’uomo che aspettavamo tornasse sui livelli dello scorso anno: Scott McTominay. Gli azzurri hanno dimostrato ancora una volta di saper soffrire e reagire. E la dimostrazione è arrivata ancor di più nel secondo tempo quando il rigore trasformato dall’Inter poteva tagliare le gambe. Forse alle altre, non al Napoli. Altra reazione e ancora Scott: un 2-2 che vale oro. Agonismo, corsa, carattere, coraggio e tanta personalità: questo ha messo in campo la squadra per tutta la durata del match. McTominay si è caricato la squadra sulle spalle come ai vecchi tempi ed ha incantato con le sue giocate, ha punito con i suoi inserimenti. La squadra gli è andata dietro e non ha mai mollato. Anche nel dopo gara con le sue parole ha dimostrato di essere il vero leader del Napoli. Il simbolo di questa unione di intenti è Hojlund: non ha segnato ma ha fatto tantissimo. Fino all’ultimo secondo ha pressato, fatto movimento e creato pericoli. Praticamente ha fatto tutto ciò che un attaccante deve fare quando non riesce a buttarla dentro (e ci stava anche riuscendo ma ha fatto la barba al palo). Insomma, solo applausi per questa squadra che ha dato l’ennesima dimostrazione di quanto sia forte. Ora si guarda avanti: la prestazione è la benzina per mantenersi lì in alto e rompere le scatole alle strisciate. La strada è lunga ma davanti il panorama è bellissimo: un Napoli da cartolina, come la città, pronto a riabbracciare i suoi infortunati per giocarsi tutte le sue chance di entrare nuovamente nella storia.
A cura di Giovanni Frezzetti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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