IL PAGELLONE – Serie A, il 2019 squadra per squadra: Napoli male, l’Atalanta è la regina

IL PAGELLONE – Serie A, il 2019 squadra per squadra: Napoli male, l’Atalanta è la regina

Un anno è terminato, ecco il pagellone della serie A squadra per squadra del 2019. Male gli azzurri, la squadra regina è sicuramente l’Atalanta di Gasperini

di Tony Sarnataro
La Serie A boccia l'algoritmo

Un anno è terminato, ecco il pagellone della serie A squadra per squadra del 2019.

ATALANTA 9.5: Il 2019 è stato sicuramente l’anno della Dea. Terzo posto finale, qualificazione in Champions League, una finale di Coppa Italia persa non senza qualche recriminazione (vedi voce torti arbitrali), passaggio agli ottavi di Champions dopo 3 sconfitte nelle prime 3 gare e in lotta di nuovo per i primi quattro posti. Il gioco è il più spettacolare d’Italia, record di gol. Gasperini da santificare. L’unico neo? Qualche punto di troppo perso in classifica in sfide alla portata. Ma si sa, la Champions porta via energie…

BOLOGNA 8: Alzi la mano chi, al 1 gennaio 2019, pronosticava un anno con più di 50 punti conquistati, una salvezza da record ottenuta e un andamento da zona Europa. Questo capolavoro ha un nome e cognome: Sinisa Mihajlovic. Splendida la cavalcata dal suo arrivo a fine gennaio, i felsinei passano da essere con un piede e mezzo in B al decimo posto finale. La notizia della sua malattia e il modo come l’ha affrontata, ha reso davvero epica quest’annata.

BRESCIA 7.5: E’ un voto intermedio tra il 10 per la promozione dopo 8 anni e il 5 per la prima parte di stagione con troppi alti e bassi. Eppure qualcosa si intravede, dopo il ritorno di Corini e i 7 punti in 4 gare. La squadra sembrava spacciata, adesso lotterà fino alla fine. A patto di non cedere nessuno, Tonali in primis.

CAGLIARI 8: Classico esempio di chi sa come crescere. Vende il suo miglior giocatore (Barella) e da quella cessione costruisce una nuova squadra prendendo, tra gli altri, Nandez, Nainggolan, Simeone e Rog. Conclude dignitosamente la stagione passata, per poi lottare per l’Europa in questa. Si arrampica fino al quarto posto; le ultime due sconfitte non devono trarre in inganno: è destinato a resistere lì sopra.

FIORENTINA 5: Il voto non è ancora più basso solo per l’entusiasmo che ha portato il cambio di società, con Commisso insidiato al posto dei Della Valle e subito molto ambizioso. Ma i risultati sul campo non sono arrivati, e pesa tanto l’assenza di Ribery. La squadra è ai margini della zona retrocessione dopo essersi salvata solo all’ultima giornata nella precedente. Il cambio da Pioli a Montella non ha portato risultati, tranne per quella breve striscia tra settembre e ottobre. Si ripartirà da Iachini.

GENOA 4: Si conclude un anno horribilis per i rossoblu, mai così a rischio retrocessione da quando nel 2007 tornarono in A. Restati in massima serie a maggio con il brivido e solo grazie alla fortuna che non era dalla parte dell’Empoli nella sfida tra i toscani e l’Inter, la paura corsa non deve aver messo in guardia più di tanto Preziosi visto che il Genoa è attualmente ultimo in classifica. Preziosi continua a fare quello che sa fare meglio: cambiare gli allenatori. Da Andreazzoli a Thiago Motta a Nicola. Ma è la squadra ad essere allo sbando.

INTER 7.5: Il bilancio della prima parte dell’anno non è positivo. Si parla più delle vicende extra-campo con la questione Icardi che tiene banco. I nerazzurri si qualificano in Champions League (da quarta, traguardo minimo ad inizio stagione) con il brivido nella palpitante sfida contro l’Empoli. Tanto basta a dare il benservito a Spalletti, ecco Conte. Il nuovo corso va decisamente meglio: primo posto insieme alla Juve, tanti record e l’impressione che questa squadra durerà lì sopra. Pesa però l’uscita dalla Champions.

JUVENTUS 7: Vincere lo scudetto è normale routine, ancor di più se a gennaio il campionato era già chiuso. E’ la Champions il vero obiettivo, dove la squadra perde ai quarti contro l’Ajax. E questa volta nemmeno la Coppa Italia finisce a Torino, bensì a Roma, sponda Lazio. Si cambia tutto allora, via Allegri dentro Sarri, la mossa che ha più sconvolto l’estate. Ma del bel gioco dell’ex Napoli non ci sono ancora tracce. La Juve è prima e agli ottavi di Champions ma non è più solida come un tempo, soprattutto dietro qualcosa scricchiola. E le due sconfitte contro la Lazio in quindici giorni, di cui una è costata la Supercoppa, mettono a nudo tutti i problemi bianconeri.

LAZIO 8: I primi mesi sono in chiaro-scuro. I capitolini vincono la Coppa Italia ma in campionato arrancano, tanto da finire ottavi. E’ nella nuova stagione che iniziano ad esaltarsi: 8 vittorie consecutive (striscia aperta) in campionato, pochi punti di distacco dal primo posto, Supercoppa vinta contro una Juve battuta sul piano del gioco, tabù sfatati come le vittorie a Milano contro i rossoneri e in casa sempre contro la Juventus. E soprattutto un ottimo gioco, che mettono Simone Inzaghi al centro del mondo. Attacco da urlo con il capocannoniere Immobile, solidità difensiva. L’Europa League è stata sacrificata sull’altare dell’obiettivo Champions.

LECCE 7.5: Vale un po’ il discorso fatto con il Brescia. Ad un grandissima prima parte di stagione, culminata con la promozione in A dopo sette anni d’assenza, c’è l’altra faccia della medaglia delle difficoltà incontrate in massima serie, difficoltà legittime. A lungo i salentini sono andati alla grande, restando sempre sopra la zona rossa grazie a risultati importanti come una serie di pareggi imposti anche a Juve e Milan. E un gioco indomito, senza arrendersi mai. Ma il finale d’anno è in decrescendo, forse gli uomini di Liverani hanno iniziato a pagare la stanchezza. Chiudono con un punto di margine proprio sul Brescia e sulla zona B.

MILAN 4.5: Che il Milan sia lontano parente da quello vecchio di Berlusconi è sotto gli occhi di tutti. Eppure con Gattuso arriva ad un punto dalla Champions League, sfiorata appena. L’UEFA gli toglie l’Europa (League), Maldini e Boban l’anima. Via Gattuso, dentro prima Giampaolo poi Pioli ma la nuova stagione è un disastro. Si galleggia a vista sopra la zona retrocessione, il 5-0 contro l’Atalanta prima della sosta è l’epitaffio. Chissà se basterà Ibrahimovic per risalire.

NAPOLI 5: 2019 da dimenticare per gli azzurri. Le prime fatiche proprio nel nuovo anno, spariscono bel gioco e gol. Si fa tanta fatica a portare punti a casa, la squadra è altalenante e alla fine arriva un ottimo secondo posto grazie al fieno in cascina messo nel girone d’andata. Ancelotti viene confermato al centro del progetto tecnico, ma la nuova stagione è un disastro. Dal 19 ottobre si deve aspettare il 22 dicembre per vedere una vittoria, dopo che Gattuso ha già sostituito l’esonerato Ancelotti. Meglio la campagna europea: finisce ai quarti contro l’Arsenal l’Europa League, agli ottavi in Champions con le due gemme contro il Liverpool campione d’Europa e del mondo.

PARMA 7: I ducali vivono una prima parte di 2019 con pochi sorrisi, complice un ottimo girone d’andata che li aveva già proiettati verso la salvezza. E’ tra le sorprese del nuovo anno, con l’attuale settimo posto. Esplode Kulusevski, si confermano Gervinho e Kucka. Vittorie contro Roma e Napoli, pareggio contro l’Inter.

ROMA 6.5: Inferno e paradiso in un solo anno. Discesa e risalita. La Roma ci aveva abituato al podio, ma i primi mesi dell’anno sonno da bollino rosso. Sconfitta nel derby 3-0, uscita dalla Champions per mano del Porto, uscita dalla Coppa Italia dopo un 7-1 contro la Fiorentina. Una serie di sconfitte in campionato, portano l’esonero di Di Francesco. Ranieri prova a salvare il salvabile. Ma in estate la situazione non migliora con gli addii di De Rossi (da giocatore) e di Totti (da dirigente), messi in pratica alla porta dalla dirigenza. Toccato il fondo la Roma riparte con Fonseca, quarta scelta dopo aver incassato molti no. Qui la riscossa: la squadra è solida, il quarto posto attuale ne è la conseguenza. Questa Roma sembra poter arrivar lontana.

SAMPDORIA 4.5: Passare da Giampaolo a Di Francesco non è stata la miglior mossa per i blucerchiati. Se l’anonimo prima parte di 2019 porta ad una salvezza facile, la mediocrità della squadra raggiunta dall’estate ad oggi è propedeutica alla zona retrocessione, dove ne è uscita solo grazie alla vittoria in uno dei derby di Genova più poveri degli ultimi anni. Ranieri è garanzia di usato sicuro, ma resta tra le pericolanti.

SASSUOLO 6.5: Il club neroverde è nella sua imperfezione una squadra bellissima. Se la gioca con tutti, bel gioco, complimenti, ma spesso il risultato non arriva. Prendere l’ultimo mese dove tra Lazio, Juventus, Cagliari, Milan e Napoli sono arrivati prestazioni da big ma solo 3 punti frutto di 3 pareggi. E una capacità di prendere sempre gol negli ultimi minuti. Una cosa è certa: De Zerbi è destinato ad una big.

SPAL 5.5: La salvezza dello scorso campionato passa per risultati come le vittorie su Roma, Lazio e Juventus. Quando si temeva il peggio per un calendario difficile, arrivano questi risultati insperati. Difficile ripetersi ancora, soprattutto quando hai nelle due ali del 3-5-2 il tuo punto di forza e le perdi entrambi chi per mercato (Lazzari) chi per infortunio (Fares). L’attuale penultimo posto è un campanello d’allarme, Semplici l’unica arma a cui aggrapparsi. Fa bene la società a concedergli fiducia, nessuno più di lui sa come uscirne.

TORINO 6: Record di imbattibilità per Sirigu, difesa impenetrabile, granata in lotta per la Champions, una sola sconfitta esterna per tutto il campionato. Questo e tant’altro è stata la creatura di Mazzarri, trascinata da Belotti. Alla fine arriverà solo una qualificazione ai preliminari di Europa League, persa nell’ultimo turno di tre contro il Wolverhampton. Il rovescio della medaglia continua con una stagione che sembra di transizione e nulla più, con i tifosi in aperta contestazione con società, tecnico e squadra.

UDINESE 6: I fasti di Guidolin, Di Natale e Sanchez sono lontani. Il posto di provinciale micidiale è stato presa dall’Atalanta. Questa Udinese fa fatica a salvarsi, è una squadra che sta sempre sulla linea di galleggiamento e poco altro può fare. Ma fin quando è lì, sopra la zona rossa, il suo l’ha fatto. E non c’è allenatore che tenga (tanti i cambi in panchina da Tudor a Gotti), l’importante è conservare la categoria.

VERONA 8: Ad una prima parte dell’anno tra troppi alti e bassi in serie B, si arriva ai play-off con gli scaligeri che non partono con i favori del pronostico pur avendo il nome blasonato. L’andata della finale contro il Cittadella terminata 2-0 per quest’ultima, sembra confermare l’annata negativa. E invece al ritorno vittoria 3-0 e Hellas di nuovo in A. Dove si è rivelata una delle sorprese, lanciando tanti giovani e ragazzi sconosciuti, con un Juric che vuole ripercorrere le orme di Gasperini. Di questo passo la salvezza non sarà così difficile.

Tony Sarnataro

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