A cura di Giovanni Frezzetti
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editoriali
Il Napoli torna a vincere e conferma, ancora una volta, la sua rabbia e cattiveria agonistica. Un 2-1 alla Fiorentina che ha approfittato parzialmente del calo degli azzurri nella ripresa. Tre punti che danno morale, ma non si può dire lo stesso della questione infortuni. Va ko capitan Di Lorenzo che scatena la sfuriata di Conte nel post partita: nel mirino i calendari e i vertici del calcio. La sua rabbia è anche la nostra, di chi ama il calcio e lo vedo svenduto mettendo a repentaglio la salute degli atleti. I tifosi azzurri sono quelli che hanno subito di più e soffrono: questo Napoli è un poeta maledetto.
A metà dell’800 nacque la definizione di poeta maledetto: tra le loro caratteristiche c’era quella di essere in conflitto con la società, vivendo quasi come un emarginato. Il Napolisi sente così: solo in una battaglia contro un sistema malato. Lo abbiamo visto contro la Fiorentina: il grave infortunio di Di Lorenzo è l’ennesimo. Conte si è sfogato ai microfoni di Dazn ma difficilmente sarà ascoltato. Proprio come un poeta maledetto è ai margini di una discussione in mano ai potenti e agli interessi economici. Stesso discorso per la questione Var: assurdo non intervenire su quanto accaduto a Vergara. Sullo schermo del Maradona è apparso sanguinante, mandando su tutte le furie l’intero stadio. Ebbene, tra Var e sfortuna ancora una volta il Napoli esce penalizzato dal campo. Nonostante ciò è arrivato la vittoria, importantissima, che ha permesso di rimanere attaccati al treno Champions. Ma ora la coperta è sempre più corta: le ultime ore di mercato serviranno a rimpolpare una rosa totalmente svuotata per permettere a Conte di giocarsi tutte le sue carte per il campionato e per la Coppa Italia. Ma questo lo approfondiremo più avanti. È bene ora fermarsi su un successo che ha sottolineato la forza morale e nervosa di questa squadra.
Il Napoli parte forte, cattivo, e mette subito le cose in chiaro: si gioca in verticale e si aggredisce subito l’avversario. Insomma, Conte vuole mettere le cose in chiaro. E a farlo ci pensa Vergara, un altro gol stupendo. Il ragazzo si farà, cantava De Gregori, ma ai nostri occhi è già fatto e finito. Abbiamo parlato spesso delle sua personalità nelle scorse gare, poi è venuta fuori la qualità. Ora le gambe vanno, sono leggere, la pressione gli scivola addosso come solo chi ha la stoffa del campione sa fare. E chi l’avrebbe mai detto che il Napoli scudettato si sarebbe trovato sulle spalle di un giovane scugnizzo. Sì, Vergara è uno scugnizzo di quelli strafottenti, scaltri e che faranno strada. Per come sta giocando, viene da pensare che sarebbe capace di farsi tutto il campo per 180 minuti. Tornando alla gara, la Fiorentina si sveglia solo dopo 25’ quando becca un palo e quando si vede negare il gol da Meret. Poi nulla più. Ma il dramma si consuma intorno al 30’ quando il ginocchio di Di Lorenzo fa crack. Silenzio e gelo al Maradona. Conte è disperato, non ci vuole credere: con aria interrogativa, con le mani fa il gesto del cambio quasi sperando in un miracolo. Un duro colpo che si aggiunge a una infermiera che fa invidia a un ospedale polifunzionale.
Nella ripresa ci si aspetta il calo, ma non arriva subito. Anzi arriva la prima gioia di Gutierrez che raddoppia e fa tirare a Conte un sospiro di sollievo. Ma il Napoli è destinato alla sofferenza: Solomon la riapre e mette in apprensione l’intero Maradona. Un altro gol subito in una imbucata in velocità: come col Chelsea la stanchezza si fa sentire e gli avversari corrono il doppio. Ma il tallone d’Achille del Napoli questa volta regge: niente remuntada ma tre punti che danno morale. Ora resta solo da guardare avanti: tra il mercato e il recupero degli infortunati, con una partita a settimana e un possibile percorso in Coppa Italia, l’auspicio è quello di avviarsi alla normalità. Mancano 4 mesi alla fine della stagione e ancora tutto è possibile. Lo scorso anno lo ha dimostrato: la squadra nelle difficoltà fa quadrato ed è capace di qualsiasi cosa. Ora sognare sembra impossibile, ci sentiamo maledetti come il Napoli. Ma le possibilità sono ancora aperte: fiducia e passione saranno il motore che darà la giusta spinta per la rimonta. C’è da provarci, punto dopo punto. D’altronde la storia la scrivono i vincenti, gli altri la leggono soltanto.
A cura di Giovanni Frezzetti
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