Calcio Napoli 1926 Editoriali Gilmour brilla nella nebbia di Oporto: la missione è non far rimpiangere Lobotka

Gilmour brilla nella nebbia di Oporto: la missione è non far rimpiangere Lobotka

Antonio Vivenzio
Gilmour vuole essere al centro del Napoli che verrà, e le recenti prestazioni,compreso quella di stasera, ne sono una chiara prova

Difficile trovare note positive nella partita di stasera, il Napoli affonda e lo fa malamente allo Stadio do Dragao. Il Porto vince la partita su due piani: sia su quello fisico sia su quello tattico. Per gli azzurri è una sconfitta totale, lo è per Allegri come lo è per la dirigenza, che sta iniziando a trovarsi sempre più alle strette. In questo oblio però, non si può fare a meno di notare una cosa, la prestazione più che positiva di Billy Gilmour. L'infortunio di Lobotka aveva fatto disperare tutti, la sua presenza al campo, oltre ad essere una costante (252 apparizioni con la maglia del Napoli), dà equilibrio agli azzurri in entrambe le fasi. Per quanto si riduca al palleggio orizzontale, lo slovacco è un vero e proprio metronomo, riesce a tenere compatto l'ambiente con la sua calma zen e gestire situazioni difficili, che siano palloni da ultimo uomo spalle alla porta o nello stretto. Stasera però, nel disastro azzurro, la luce di Billy Gilmour è emersa, come una lucciola in mezzo alla nebbia.

Una prestazione positiva nonostante la debacle azzurra

Il centrocampista scozzese, come abbiamo detto, è forse insieme a De Bruyne l'unica nota positiva della squadra. La prestazione è sicuramente al di sopra di quella dei suoi compagni: dà ordine e a differenza di Lobotka, sembra creare anche più pericoli offensivi. Gilmour effettua 74 tocchi (ovviamente il giocatore con il numero maggiore) e 56 passaggi riusciti. Il centrocampista perde anche 9 palloni, ma è un dato che dimostra l'imprecisione generale del Napoli dell'ultimo periodo. La cosa che però fa sorridere è il coraggio con cui è alla costante ricerca di verticalizzazioni, senza comunque mai forzarle. La palla per Vergara è geniale, la conclusione del classe 2003 un po' meno. Come lo slovacco, l'ex Chelsea e Brighton è abile nei duelli a terra: stasera li vince praticamente tutti facendosi strada tra i giganti di Farioli (la cui forza si è vista praticamente in ogni calcio piazzato). Gilmour convince nella maniera nella quale sta in campo, nell'atteggiamento: il pregio che maggiormente manca al Napoli. Come Lobo è di poche parole, quanto vale lo dimostra sul campo senza bisogno di eccedere in polemiche inutili.
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Il futuro del Napoli passerà anche da lui

È innegabile che le prossime scelte tattiche di Allegri dovranno tenere conto della crescita di Billy Gilmour. In una stagione in cui il Napoli sembra spesso perdere l’identità e la grinta nei momenti cruciali, giocatori con questo carattere diventano fondamentali. L’assenza di Lobotka avrebbe potuto essere un duro colpo per il centrocampo azzurro, ma Gilmour sta dimostrando di non essere solo un’ottima alternativa, ma una risorsa di alto livello, capace di offrire soluzioni diverse e in alcuni casi, persino più dinamiche nell’ultimo terzo di campo. Se la dirigenza e lo staff tecnico vogliono uscire da questo momento difficile, il riscatto deve partire da chi, come Billy, garantisce personalità, qualità e rispetto della maglia anche nelle serate più difficili. La sconfitta contro il Porto ha evidenziato una crisi profonda per il Napoli, ma tra le macerie di Oporto c’è un punto di partenza su cui ricostruire: ed è scozzese.

A cura di Antonio Vivenzio

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