In una trasferta di fine estate che inaugura la nuova stagione, la compagine partenopea inizia a capire quali dogmi seguire e quali no al fine di essere competitiva fino a maggio prossimo
E alla fine, nonostante alcuni scetticismi della tifoseria che hanno aleggiato sulla squadra per tutta la durata del pre-campionato, è buona la prima per il Napoli di Massimiliano Allegri: dopo un'ora di gioco poco ispirata e costituita per lo più da momenti di sofferenza, gli azzurri sfruttano senza alcuna pietà un calo fisico del Genoa per prendere in mano il pallino del gioco e mandare al tappeto il Grifone attraverso le reti di Kevin De Bruyne e Antonio Vergara.
"L'inizio è la metà dell'opera" diceva saggiamente Aristotele mentre girovagava per le strade dell'Antica Grecia; ma per l'armata di Fuorigrotta sarà così soltanto se nei giorni che precederanno il duplice impegno con Como e Inter trasformerà da teorici a pratici gli insegnamenti ricevuti dal weekend di fine estate trascorso in terra ligure.
La titolarità della coppia De Bruyne-Vergara, la permanenza di Lang e la corretta filosofia di gioco: cosa ci ha insegnato (e ha insegnato ad Allegri) Genoa-Napoli
"Che lo spettacolo abbia inizio! Fa' suonare l'orchestra, fai entrare i ballerini e danzeremo per tutta la notte".
Così intona la cantautrice britannica scomparsa di recente Bonnie Tyler nel ritornello della sua dolcissima "Let the Show Begin". Parole che calzano a pennello con quanto ammirato sotto i riflettori dello stadio Luigi Ferraris qualche ore fa: una volta fatti subentrare al 65° minuto i propri "ballerini", ossia De Bruyne, Vergara e Noa Lang, il destino del Napoli in quel di Genova è repentinamente mutato. La scelta di Allegri di farli partire dalla panchina ha ripagato e, indubbiamente, si è rivelata una lettura eccelsa della gara (non una novità quando si parla del tecnico livornese); tuttavia, il messaggio che ne viene fuori è impossibile da ignorare: KDB e Antonio da Frattaminore, con buona pace dei loro colleghi di reparto Matteo Politano e André-Frank Zambo Anguissa, devono obbligatoriamente figurare nell'undici titolare di 'Max'. Inoltre, siccome è stato oggetto di svariati rumours di mercato, questo Lang merita una chance di giocarsi il posto sulla fascia sinistra con Alisson Santos.
Tale riflessione mette in evidenza un altro dettaglio dai più dimenticato a causa di un mercato che, ad oggi, non ha rispettato le aspettative: la rosa a disposizione dell'ex Milan e Juventus, specialmente dal centrocampo in su, è forte e, soprattutto, si esalta quando le si chiede di dominare l'avversario tramite la qualità del palleggio. Pertanto, la via promossa è quella della mezz'ora finale: niente attendismo e tentativi di ripartenza basati su lanci lunghi fini a se stessi (per salvaguardare i nervi del soldato Rasmus Hojlund), ma bensì verticalità e sfera che rotola a velocità costante sul rettangolo verde. Breve trafiletto dedicato alla fase difensiva: al netto di alcune amnesie dei singoli e di un senso limitato di sicurezza trasmesso, siam certi che la bravura di Allegri nel suddetto campo, complice anche l'inserimento dell'ultimo arrivato Badiashile (acciacchi fisici permettendo), risalterà nello svolgimento della corsa a 38 tappe in cui la Serie A è suddivisa.
Un celebre detto adoperato nel gergo popolare recita "la notte porta consiglio". Ebbene, la speranza è che quella vissuta nella calda brezza di Marassi abbia inculcato nella mente dell'organico '081' i punti focali sui quali costruire, dopo aver archiviato una domenica presumibilmente all'insegna del relax, le basi dell'annata appena inaugurata. Appuntamento dato con fiducia sul manto verde del "Maradona" tra sette giorni precisi alle 18:30 contro il già citato Como di Cesco Fabregas per scoprirlo.
A cura di Alex Iozzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA