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Elmas, Raspadori o Lindstrom: le opzioni che «tradiranno» la gestione Garcia e le sue gerarchie

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Rudi Garcia dovrà ora far vedere di aver capito il Napoli e i suoi giocatori: tolto Natan (difficile vederne l'esordio sabato), bisognerà scegliere il giusto rimpiazzo di Politano sulla fascia destra
Mattia Fele
Mattia Fele Editorialista 

Riparte il campionato e quindi i discorsi sulle squadre, sugli allenatori, sui calciatori. Il Napoli non è uscito troppo acciaccato dalla sosta, con alcuni giocatori che hanno addirittura messo minuti importanti nelle gambe (come Ostigard, come Cajuste, come Lindstrom) e altri che hanno fatto vedere di essere in un buon momento di forma. Per Garcia però è già tempo - lo avevamo già detto - di scelte pesanti e divisive, o comunque che faranno trasparire, tradiranno quella che sarà la sua gestione. Quello che è il suo pensiero gerarchico (tutti gli allenatori ne hanno uno ndr) e quelle che sono le sue preferenze tattiche (inserire un uomo adatto a quella squadra che si affronta? privilegiare i titolari in Champions o in campionato? E via discorrendo). Bisogna capire ancora molto del nuovo Napoli e partita dopo partita potremo scoprire qualcosa in più.

Indizi e prove

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Genoa-Napoli sarà un'interessante banco di prova per Garcia e per gli addetti ai lavori pronti a commentare ed analizzare. Il Napoli è diverso da quello di Spalletti (ed è anche giusto, in parte, che sia così perché chi lo guida non è più Spalletti) ma è alla ricerca di un suo equilibrio. Dal canto loro, i calciatori dovranno seguire al 100% i dettami del nuovo allenatore e il tecnico dovrà spogliarsi di tutti quei preconcetti secondo i quali i calciatori vorrebbero restare negli stessi schemi dell'anno scorso. Prima le due parti si verranno emotivamente, professionalmente incontro e meglio sarà. Queste dinamiche possono essere risolte soltanto con le scelte giuste, quelle che ripagano, quelle che vanno in gol e fanno vincere le partite. Il Genoa chiaramente è una neopromossa che non ha molto da chiedere alla gara di sabato se non tentare di ribaltare il pronostico e crescere come collettivo, il Napoli invece dovrà offrire una prestazione più che convincente perché tutti si convincano (anche i giocatori) che pure la maniera di Garcia è una maniera che può portare alla luce le ottime caratteristiche tecniche di questa squadra.


In questo senso, Garcia è chiamato a scegliere innanzitutto chi dovrà sostituire Politano sul lato destro. Molto banalmente c'è Lindstrom, uomo-sostituto di Lozano e quindi naturalmente in vantaggio per prendere quella posizione. Poi Elmas, che conta soli 21 minuti in tre partite nonostante gli attestati di stima di Rudi stesso (almeno pubblicamente) e la tecnica sopraffina in fase di palleggio e rifinitura, nonché dribbling (l'anno scorso la sua miglior stagione realizzativa ndr). Molto starà nel comprendere anche se Garcia vorrà fare turnover prima o dopo la Champions, e anche su questo esistono diversi filoni di pensiero. Spalletti, ad esempio, decise semplicemente per il no al turnover. Cambiando al massimo qualche pedina (sempre preferendo poi Elmas ndr) fino a che qualche infortunio non fosse subentrato. Questo per allenare gli automatismi tra i titolari e creare i famosi titolari dei 60 e titolari dei 30 minuti. È bastato poco per comprendere che Garcia ha tutt'altra maniera di gestire i cambi e le situazioni e per questo bisognerà capire con attenzione a che tipo di schema si affiderà. Perché uno schema serve.

In un'ultima analisi ma non meno importante l'opzione Raspadori, di cui abbiamo ampiamente parlato come centravanti ma che in stagione finora è sempre stato schierato esterno di destra o sinistra. Ovviamente sempre accentrandosi, l'attaccante della Nazionale potrebbe dare il suo apporto venendo dentro al campo e lasciando l'ampiezza ai terzini e casomai alla mezzala di destra (Anguissa o Cajuste?). Tanto da valutare nella gestione e tanto da capire nelle scelte, nelle gerarchie di un uomo che sta cercando di capire Napoli come Napoli di capirlo, in un autunno comunque non semplice perché subito successivo a uno Scudetto gestito in maniera perfetta tecnicamente e comunicativamente. Ancor di più la scelta pesa perché sia Lindstrom che Elmas e Raspadori farebbero più o meno gli stessi movimenti verso il centro, essendo dei trequartisti (Raspadori addirittura un centravanti) per caratteristiche. Elmas è forse quello più esperto a ricoprire il ruolo (può dunque giocare in Champions? ndr) ma Lindstrom ha più passo e fantasia nel rifinire. Raspadori invece, anche se spostato dal suo focus, ha il gol nel sangue da dovunque parta. Bisognerà osservare e raccogliere indizi e prove sulla gestione (vincente?).

Di Mattia Fele

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