Ode al capitano della Primavera azzurra: un calciatore 'contiano' al servizio di Dario Rocco
Il 2026 del Napoli Primavera è cominciato nel migliore dei modi: Genoa battuto in trasferta per 0-1 e zona play-off della Serie A del calcio giovanile che dista, in virtù dei 24 punti racimolati in 18 giornate, appena cinque lunghezze. Un (provvisorio) risultato impronosticabile ai nastri di partenza, soprattutto considerando lo status da neopromossa della compagine partenopea e le sette sconfitte consecutive fatte registrare a inizio campionato tra fine agosto e metà ottobre.
La prestazione offerta sabato 3 gennaio dagli azzurrini sotto i riflettori dello Sciorba Stadium si è rivelata di molto più convincente rispetto al sofferto 1-1 acciuffato al cardiopalma contro il Milan con cui gli uomini di Dario Rocco hanno chiuso l'anno da poco archiviato. La differenza principale sta nell'atteggiamento mostrato in campo: passivi e fin troppo attendisti, ultimo quarto d'ora a parte, col Diavolo, grintosi, compatti e sempre pronti a mordere le caviglie degli avversari in terra ligure. Un repentino switch mentale che, non a caso, coincide con il ritorno di capitan De Chiara nell'undici titolare '081', assente lo scorso 21 dicembre poiché convocato da Antonio Conte per la Supercoppa Italiana.
Prima il capitano, poi gli altri dieci: Emmanuele De Chiara, l'insostituibile di Dario Rocco
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"In fin dei conti, il calcio è fantasia: un cartone animato per adulti", così recita una delle massime più celebri, nonché veritiere, pronunciate da Osvaldo Soriano, fu giornalista e scrittore argentino. Eppure, al gioco del pallone ci si affeziona in tenera età: influenzati, nella maggioranza dei casi, dalla viscerale passione che accomuna papà e nonno, si scelgono i colori che accompagneranno, nella buona e nella cattiva sorte, le nostre esistenze. Un amore che sfocia successivamente in un sogno: indossare la maglia della propria squadra del cuore, magari addirittura in qualità di leader dello spogliatoio. Difficile, ma non impossibile, specialmente se l'Altissimo è stato tanto clemente da donarti le virtù adeguate affinché ciò accada e tu hai saputo sfruttare tale "dono": domandare a Emmanuele De Chiara per credere.
Era evidente anche la stagione passata in Primavera 2, ma grazie al salto di categoria ne abbiamo avuto la conferma: "Manu" è l'animae il cuore pulsante dell'U19 napoletana. La fascia che indossa al braccio basterebbe a spiegare la tipologia di calciatore la quale egli incarna: quattro polmoni, anziché due, inesauribili e un'imponenza fisicaquasi fuori scala per il contesto in cui si mette in mostra, che gli consente di prevalere in ogni contrasto, aereo o di terra esso sia. Fame agli occhitutte le volte che avverte l'odore della sfera: neanche il tempo di lasciarla stoppare, è già alle spalle del rivale di giornata mentre pregusta l'anticipo. Concentrazione al massimo livello per l'intera durata dell'incontro, non importa se il cronometro segna il 1° o il 90° minuto. Talmente affidabile in fase di copertura da venir schierato, all'occorrenza, persino come difensore centrale da mister Rocco, incapace di privarsene volontariamente.