Prima il capitano, poi gli altri dieci: Emmanuele De Chiara, l'insostituibile di Dario Rocco

"In fin dei conti, il calcio è fantasia: un cartone animato per adulti", così recita una delle massime più celebri, nonché veritiere, pronunciate da Osvaldo Soriano, fu giornalista e scrittore argentino. Eppure, al gioco del pallone ci si affeziona in tenera età: influenzati, nella maggioranza dei casi, dalla viscerale passione che accomuna papà e nonno, si scelgono i colori che accompagneranno, nella buona e nella cattiva sorte, le nostre esistenze. Un amore che sfocia successivamente in un sogno: indossare la maglia della propria squadra del cuore, magari addirittura in qualità di leader dello spogliatoio. Difficile, ma non impossibile, specialmente se l'Altissimo è stato tanto clemente da donarti le virtù adeguate affinché ciò accada e tu hai saputo sfruttare tale "dono": domandare a Emmanuele De Chiara per credere.
Era evidente anche la stagione passata in Primavera 2, ma grazie al salto di categoria ne abbiamo avuto la conferma: "Manu" è l'animae il cuore pulsante dell'U19 napoletana. La fascia che indossa al braccio basterebbe a spiegare la tipologia di calciatore la quale egli incarna: quattro polmoni, anziché due, inesauribili e un'imponenza fisicaquasi fuori scala per il contesto in cui si mette in mostra, che gli consente di prevalere in ogni contrasto, aereo o di terra esso sia. Fame agli occhitutte le volte che avverte l'odore della sfera: neanche il tempo di lasciarla stoppare, è già alle spalle del rivale di giornata mentre pregusta l'anticipo. Concentrazione al massimo livello per l'intera durata dell'incontro, non importa se il cronometro segna il 1° o il 90° minuto. Talmente affidabile in fase di copertura da venir schierato, all'occorrenza, persino come difensore centrale da mister Rocco, incapace di privarsene volontariamente.
Una serie di caratteristiche che gli assicurano il 6,5come voto fisso in pagella e che lo rendono il prototipo ideale di centrocampista moderno. In particolare, il tipo di interprete del ruolo che fa venire l'acquolina in bocca ad Antonio Conte: dovesse il tecnico salentino rimanere al comando del club di Fuorigrotta per diversi anni e decidesse di promuovere in prima squadra il classe '06, potrebbe compiere su quest'ultimo un lavoro simile a quanto fatto con André-Frank Zambo Anguissa e Scott McTominay, migliorandone la produzione offensiva (un solo gol messo a referto in 16 partite disputate in campionato). Certi discorsi, tuttavia, li riponiamo momentaneamente nel 'cassetto delle belle speranze'. De Chiara, nelle vesti di capogruppodel Napoli Primavera, è focalizzato sulla missione che il presente gli commissiona: ottenere la salvezza aritmetica e, vista una classifica che permette di fantasticare, provare a 'rubare' un posto ai play-off alle 'grandi' della kermesse.
A cura di Alex Iozzi
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