Dall'illusione Frosinone al blackout con il Villarreal, De Bruyne non trova continuità e la risposta è strettamente collegata alle richieste tattiche di Allegri
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Il Napoli prescinde da De Bruyne. Questa è la sensazione di quest’avvio di stagione: quando il belga si accende gli azzurri volano, al contrario, quando non è in giornata, la squadra sembra andare in tilt. De Bruyne quando è giù è la classica spia motore sul cruscotto, e il Napoli è l’intera macchina che ne soffre.
Se il Sole si spegne: il Napoli al buio senza la luce di De Bruyne
Contro il Frosinone il tifoso aveva vissuto la più classica delle illusioni: un Napoli vincente e CONvincente, che sembrava creare tanto anche grazie alla rinascita di un De Bruyne tornato carichissimo dalla sosta Nazionali. In posizione più arretrata era stato il fulcro delle azioni offensive degli azzurri e non solo: prezioso in fase di riconquista e nel pressing.
Tutto ciò è mancato ieri nella sfida con il Villarreal. La fotografia esatta della sua prestazione arriva prestissimo, intorno al 35’ del primo tempo, quando il belga prova ad andare in pressione sui padroni di casa senza essere accompagnato dalla squadra. Lì qualcosa si rompe: Allegri lo richiama per chiedergli di arretrare e giocare sulla linea dei centrocampisti, De Bruyne apre le braccia e si lamenta. L’indicazione non gli va giù, vuole che la squadra lo segua, ma proprio questa lo abbandona già verso la fine del primo tempo: il risultato? Il fantasista si spegne completamente. Quello che il tecnico livornese ha detto negli spogliatoi ai suoi è ancora sconosciuto, tuttavia, se l’obiettivo doveva essere quello di dare una scossa alla squadra, le sue parole a quest’ultima hanno sortito l’effetto contrario. La ripresa è un massacro e il simbolo ne è proprio il numero 11 del Napoli. Il centrocampista cammina - non metaforicamente -, sbaglia appoggi piuttosto semplici e soprattutto appare scocciato, rassegnato. Il belga è il Sole che influisce sul suo sistema solare, poiché una volta spentosi, l’intero Napoli si avvia verso il buio.
L’atteggiamento è sbagliato sia con il mister che con i compagni, è vero; ma è vero anche che uno come lui non può essere incatenato e ingabbiato dal punto di vista tattico. La richiesta di De Bruyne è chiara, essere il protagonista e il numero 10 della squadra, senza essere recluso a compiti difensivi o di gestione bloccata del pallone. Adesso serve restituirgli fiducia e per iniziare, la cosa più sbagliata che Allegri possa fare è mandarlo in panchina contro il Venezia, perché, senza di lui, questo Napoli rischia di restare costantemente in balia delle onde.
A cura di Antonio Vivenzio
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