Dalla crisi del tifo al Regolamento d’uso dello stadio: cosa succede al San Paolo?

Dalla crisi del tifo al Regolamento d’uso dello stadio: cosa succede al San Paolo?

di Redazione

Il tifo allo Stadio San Paolo non è più lo stesso. Le notti di tutto esaurito sono diventate un ricordo sbiadito, lontano, la squadra ne ha risentito. Fin qui il Napoli sta vivendo la seconda peggior stagione in quanto a media pubblico (battuta soltanto dall’annata precedente). I gruppi organizzati sono in aperta contestazione nei confronti della società per il recente avvalersi da parte del club dchsmel Regolamento d’Uso dello Stadio. Quest’ultimo prevede multe e Daspo (in caso di recidiva o infrazioni più gravi), ad esempio, nel caso si occupi un posto differente da quello segnato sul proprio biglietto, si scavalchino le transenne o si verifichino irregolarità ai tornelli. Gli ultras della Curva B, al grido di “Liberi di tifare” (molti striscioni sono apparsi per la città con questo slogan), disertano lo stadio San Paolo e si danno appuntamento all’esterno del Settore per cantare e far sentire la propria presenza e vicinanza alla squadra.

San Paolo, il manifesto del tifo in rivolta

Di seguito le ragioni espresse dalla Curva B e dagli altri gruppi di tifo organizzati che popolano lo stadio San Paolo.

“Tu che vai allo stadio e cerchi di occupare un posto rimasto vuoto, rischi di essere multato! Tu che vai allo stadio e sosti sul ballatoio aspettando i tuoi amici, rischi di essere multato! Proprio tu che hai sottoscritto l’abbonamento sappi che può esserti sospeso qualche partita, qualora non dovessi rispettare il regolamento, o comunque rischi di essere multato! E Tu che porti tuo figlio allo stadio, sappi che non sempre potrà stare al tuo fianco, rischi di essere multato! Tu che vai allo stadio in una serata di pioggia e cerchi un riparo in una zona coperta, rischi di essere multato! Proprio tu che vai allo stadio, inizia a boicottare i prodotti che sponsorizzano la SSC Napoli! Se ritieni queste multe ingiuste e vuoi manifestare il tuo dissenso, unisciti a noi all’esterno della Curva B, poiché potranno allontanarci dagli spalti ma non potranno vietarci di manifestare l’amore per i nostri colori in modo libero! Liberi di tifare!”

Il resoconto della Questura di Napoli

Le multe – comminate grazie ad un sistema di alta tecnologia di telecamere di sorveglianza installate negli ultimi mesi – sembrano arrivare quasi per i motivi più disparati, secondo il manifesto diffuso dagli ultras. A far chiarezza è intervenuta la Questura di Napoli con un comunicato:

“Dall’inizio del mese, il Questore di Napoli ha emesso provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive per la durata di due anni nei confronti di 4 persone perché denunciate o condannate per reati in materia di armi o stupefacenti o per rapina. Altri 7 Daspo, sempre per due anni, sono stati emessi: di cui uno per una condotta di scavalcamento in occasione dell’incontro Napoli-Verona del 19 ottobre; uno per il possesso di un petardo in occasione dell’incontro Napoli-Bologna dell’1 dicembre; un altro per aver esploso alcuni petardi all’esterno dello stadio durante quest’ultimo incontro; uno per aggressione ad uno steward in occasione dell’incontro Napoli-Atalanta del 30 ottobre […] Infine, con riferimento agli incontri Napoli-Verona del 19 ottobre, Napoli-Bologna del 1° dicembre, Napoli-Genk del 10 dicembre e Napoli-Parma del 14 dicembre, sono state complessivamente elevate 55 sanzioni amministrative per violazioni del regolamento d’uso dell’impianto sportivo quali l’occupazione delle vie d’esodo o delle scale di emergenza (34), il possesso di stupefacenti (11), l’essersi arrampicati su una balaustra (7), la mancata corrispondenza dei dati anagrafici presenti sul biglietto (2), l’essersi posizionati all’impiedi sui sedili (1)”.

Ci sono, sì, multe per ‘aver occupato le scale’ come lamentano i gruppi ultras, ma spiccano anche accuse ben più gravi. Dal possesso di stupefacenti fino all’aggressione ad uno steward. Ad essere colpito è soprattutto il pubblico delle curve, da sempre il settore ‘popolare’.

Un San Paolo all’inglese?

Questa direzione del tifo porta certamente ad uno stadio ‘più all’inglese’, come auspicato più volte dal presidente Aurelio De Laurentiis. Uno stadio senza barriere, senza ‘tifo estremista’ (come definito talvolta quello degli ultras). Il Regolamento d’Uso dello stadio è in vigore ormai da anni, ma soltanto da quest’anno c’è stata un’attuazione ben maggiore e più puntuale, assecondando anche le richieste e le linee guida emanate dal Ministero degli Interni. La crisi del tifo partenopeo arriva proprio nel momento peggiore della storia del Napoli: la squadra fatica in campo, lo stadio non è più il dodicesimo uomo. Gennaro Gattuso ha affermato che con il sacrificio e l’impegno di tutti gli azzurri, i tifosi saranno invogliati a tornare sugli spalti del San Paolo. Basterà per sanare il conflitto? Forse, in certi casi, la soluzione migliore sarebbe cercare un compromesso…

©RIPRODUZIONE RISERVATA – Luca D’Isanto

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  1. hivande_5143192 - 5 mesi fa

    Liberi di tifare o di fare i prepotenti?

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