Conte prova a giocarsi il tutto per tutto e lancia nella mischia anche Lucca e Noa Lang. Niente, sparano a salve. Anzi, fanno errori banali che rispondono a quei campanelli d’allarme. Le voci di mercato pesano, e forse, al di là delle qualità tecniche, capiamo perché hanno le valigie pronte. Sono fragili, come troppo azzurri quest’anno. Poi, aggiungiamo il fatto che una squadra che lotta su più fronti si ritrovi, tra mercato e infortuni, con praticamente 13 giocatori di movimento a disposizione. Inaccettabile. Lucca spreca un’occasione d’oro; Lang si trasforma in un quarterback del football americano: un disastro. Conte stavolta non si agita, la mimica del corpo fa trasparire rassegnazione. Nonostante tutto, però, il Napoli è clamorosamente ancora in corsa per passare il turno, così come per la Coppa Italia e per il campionato. Tutto folle. Ma questo ci fa avere ancora un lumicino di speranza e voglia di incoraggiare questa squadra: non si deve arrendere. Deve continuare a indossare l’elmetto e lottare, almeno questa voglia l’abbiamo vista anche in Danimarca (da gran parte dei calciatori ndr). Il Napoli è come Amleto, tormentato e malinconico, ma scaltro. C’è del marcio in Danimarca, ma c’è anche un’anima che ha solo bisogno di fiducia per ritrovarsi e giocarsi tutte le partite fino all’ultima goccia di sudore.
A cura di Giovanni Frezzetti
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