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calcionapoli1926 editoriali “Il secondo è il primo perdente”: Conte sbaglia tempismo, ma il tifoso non deve andare oltre

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“Il secondo è il primo perdente”: Conte sbaglia tempismo, ma il tifoso non deve andare oltre

Alex Iozzi
Le critiche rivolte al tecnico azzurro per le parole pronunciate pre-Lazio sono giuste, a patto che rimangano fini a loro stesse

Napoli-Lazio è stato un incontro che ha lasciato poco spazio alle analisi: dominio biancoceleste con annessa vittoria per 0-2 mai messa in discussione e padroni di casa che hanno offerto, sia singolarmente che collettivamente, la peggior prestazione dell'Era Conte. Non a caso, escluso il dibattito inerente all'impossibilità di far coesistere i "Fab Four" all'interno del rettangolo verde e al non poter limitare Alisson Santos al ruolo di "spaccapartite", la polemica più rumorosa (e a tratti eccessiva) sollevata dal tifo azzurro è stata generata dalle dichiarazioni rilasciate proprio da Antonio Conte nel pre-partita ai microfoni di Dazn.

Niente più di un tempismo colpevolmente errato: pensare che Conte abbia sputato sulla stagione del (suo) Napoli è una fantasiosa sovralettura

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"Il secondo posto è il primo dei perdenti. Arrivare secondo, terzo o quarto non cambia chissà cosa; cambia se ti qualifichi o meno in Champions League", questo il passaggio della breve intervista tenuta dal tecnico salentino sabato scorso in diretta sui canali dell'emittente televisiva. Esso si è tramutato in motivo di ira per molteplici supporters partenopei; e la ragione è presto detta: tramite le suddette parole, Conte avrebbe gettato fango sulla stagione del Napoli poiché la missione 'Scudetto-bis' è risultata un fallimento. Un'affermazione o un pensiero che potremmo definire alquanto esagerato, nonché frutto di una fantasiosa sovralettura.

Doverosa premessa: le arringhe rivolte al mister di Lecce sono incontrovertibili. Egli sbaglia a pronunciare frasi di un certo tipo dal momento che il piazzamento Champions, seppur sia a un passo in virtù delle otto lunghezze di vantaggio su Como e Roma, entrambe quinte a quota 58 punti, non è ancora stato consolidato. Inoltre, fare un discorso del genere quando alleni un club storicamente non abituato ai trionfi aiuta molto poco. Tuttavia, l'interpretazione è più semplice (e forse banale) di quanto si possa credere: il destinatario del messaggio divulgato da Conte a Dazn non è altro che Conte stesso.

'Tonino' è un essere umano mentalizzato alla vittoria; d'altronde, "Chi vince scrive la storia, gli altri, al massimo, la vanno a leggere" è il suo mantra di vita e non un aforisma qualunque. Come ha spiegato settimanalmente nell'arco dell'annata, è grato ai propri soldati per aver tenuto botta ed essere riusciti a mettere in dubbio il 21° tricolore dell'Inter, oltre che a sollevare una Supercoppa, nonostante le difficoltà enormemente limitanti fronteggiate, ma ciò non toglie quanto sicuramente in estate si fosse auto-imposto la difesa dello Scudetto conquistato a maggio scorso.


In sintesi: è giusto muovere delle critiche, a patto che non sfocino in congetture senza capo né coda. L'operato del condottiero azzurro tra agosto 2025 e maggio 2026, piuttosto, andrebbe da un lato giudicato con toni negativi, specialmente alcuni errori, per questioni diverse, ma è un tema che merita, nel futuro prossimo, un approfondimento apposito.

A cura di Alex Iozzi

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