calcionapoli1926 editoriali Nella vita nulla è certo, se non le fastidiose voci d’addio tra Conte e Napoli

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Nella vita nulla è certo, se non le fastidiose voci d’addio tra Conte e Napoli

conte napoli
Ma quanto infastidisce questo matrimonio?
Sara Ghezzi

Antonio Conte logora chi non ha la “fortuna” di averlo seduto in panchina. Il suo nome è sinonimo di polemiche continue, critiche a volte anche esageratamente aspre e tante voci sul suo futuro anche quando i fatti dicono altro. Se poi da due anni si è creato il connubio Conte-Napoli tutto ciò viene esasperato ulteriormente. 

Conte logora chi non lo ha

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In questi due anni napoletani Conte ha portato a casa uno scudetto inaspettato, una Supercoppa e in questo momento si è preso il secondo posto provando a mettere un minimo di pressione all’Inter in questa volata finale. Se l’anno scorso si era gridato all’impresa, quest’anno gli azzurri stanno portando avanti un miracolo se si pensa al numero di assenze e a qualche situazione arbitrale che ha sicuramente minato il cammino. Eppure, nonostante ciò, troppo spesso si sono sentite critiche di troppo, attacchi dall’ambiente partenopeo, ma soprattutto dal resto d’Italia. E quando queste non sono state più possibili, si è passato a parlare del suo futuro, perché le sue dichiarazioni hanno peso, anche se rielaborate, quando sembra candidarsi per la Nazionale, ma non quando dice che ha un contratto con il Napoli e la voglia di continuare questo progetto.


L'accostamento alla Juventus

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L’anno scorso di questi tempi mentre il Napoli lottava per lo scudetto in molti avevano come unico obiettivo porre l’attenzione sul fatto che Conte al termine della stagione diventasse il nuovo allenatore della Juventus. Stimati colleghi avevano già delineato la nuova Juventus di Conte con il tecnico che, addirittura, già aveva chiaro il mercato da fare in bianconero con formazione stilata e, come se non bastasse, certezza sul fatto che ci fosse lui dietro l’addio di Giuntoli. Ad alimentare questa certezza c’erano le parole del patron alla cena dei festeggiamenti del Tricolore, per tanti esimi colleghi, quelle erano la conferma assoluta che l’addio fosse ormai cosa fatta con il ritorno del figliol prodigo a casa. Poi è arrivato l’incontro con De Laurentiis e la conferenza improvvisata in cui Conte e il presidente azzurro hanno annunciato la voglia di proseguire insieme. Allora tutte quelle certezze sono crollate e si è provato a ribaltare tutto ciò che è stato detto, sottolineando quanto quel racconto fosse veritiero, nonostante le smentite del tecnico azzurro che ancora ha voluto ribadire quanto quel fiume di parole che ha provato a rovinare la festa scudetto fosse una fake news. A distanza di mesi il gioco non è cambiato. Nel corso della stagione, nonostante l’arrivo di Spalletti in bianconero, si è provato ancora una volta ad associare il nome di Conte alla Juventus e addirittura lo sfogo post Bologna era un segnale chiaro di dimissioni per poi approdare nuovamente nel club tanto amato dal tecnico. Poi, però, Spalletti ha iniziato a convincere la dirigenza piemontese tanto da approcciarsi verso il rinnovo, il legame tra Napoli e Conte si è rafforzato, il tecnico ha parlato della sua voglia di continuare e bisognava trovare un modo per tornare all’attacco.

Ora Conte è ad un passo dalla Nazionale

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Ed ecco che arriva il disastro della Nazionale contro la Bosnia con il terzo mondiale di fila saltato e cosa poteva mai succedere? Conte è il primo nome per il rilancio dell’Italia. E poco importa se ha un contratto in essere con il Napoli, se le elezioni del nuovo presidente federale saranno il prossimo 22 giugno, se non esiste un vero proprio progetto della FIGC, l’importante è portare via Conte da Napoli, almeno a parole. Perché senza vittimismo alcuno, diciamoci la verità, questo connubio infastidisce in modo inimmaginabile, perché c’è la certezza che questo si possa rivelare vincente e non l’idea non fa impazzire tutti. In questi giorni post Milan, ci si è soffermati di più sulle parole del tecnico azzurro in conferenza che sull’importanza della vittoria. Addirittura per molti quel: “se fossi il presidente di Federazione metterei Antonio Conte nella lista dei candidati per la panchina” è diventata un’autocandidatura e non un segno della sua convinzione di essere un allenatore di primo livello e in quanto tale è giusto che sia attenzionato per la rinascita della Nazionale. A convincere ancora di più di questa possibile separazione sono poi arrivate le parole di De Laurentiis da Los Angeles in cui ha dichiarato: “Se Antonio dovesse chiedermi di andare in Nazionale, lo libererei”, eppure nessuno ha dato rilevanza alla frase completa: “Ma Antonio è una persona intelligente e non me lo chiederebbe, senza avere un progetto”. Perché non sottolineare questa seconda affermazione? Perché la prima è più d’impatto, perché rafforza l’idea che ci sia voglia di separazione da entrambe le parti.

Quanto pesano le parole?

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Eppure hanno peso solo le dichiarazioni in cui ci possono essere fraintendimenti, improvvisamente le parole di Conte e di De Laurentiis smettono di essere attendibili e credibili quando vertono sulla voglia di proseguire insieme. Allora sorge spontanea una domanda: ma quante veridicità ci sono in queste voci? Quanto fastidio procura la coppia Conte-De Laurentiis? Probabilmente il tecnico salentino veramente sarà un nome su cui la FIGC punterà, perché, probabilmente, attualmente è il miglior allenatore italiano, ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e quel mare è azzurro come Napoli che al momento è l’unica certezza per Antonio Conte, al di fuori di chi non lo vorrebbe più qui.

Poi del domani non c’è certezza e tutto può succedere, ma perché non pensarci dal 25 maggio e non lasciar camminare il mister e i suoi ragazzi?

A cura di Sara Ghezzi

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